Cis, possibile proroga del blocco pagamenti: confronto con Csu e Anis

Dubbi anche in maggioranza. C'è chi chi chiede un progetto preciso e l'attenuazione della misura per famiglie ed imprese

di Monica Fabbri
9 apr 2019
Srv Decreto Salva-banche

A pochi giorni dalla partenza per gli Spring Meetings del Fondo Monetario, il Segretario alle Finanze convoca al Begni alla presenza di Banca Centrale prima la Csu e poi l'Anis per discutere del Decreto Salva Banche che approderà nel Consiglio di aprile. Nella sua prima versione garantiva i fondi pensione e dava la possibilità a Banca Centrale di erogare forme di finanziamento agli istituti di credito con la garanzia dello Stato. Decreto definito a suo tempo insufficiente dalla Csu che aveva chiesto, ottenendone, la sospensione. Oggi, però, a pochi giorni dalla scadenza dei tre mesi di blocco dei pagamenti del Cis, occorre individuare quale strada percorrere.

Sul tavolo, quindi, arriva una possibile proroga della sospensione. Pare sia stata sollecitata da Banca Centrale non ritenendo la riapertura degli sportelli percorribile. Al momento non ci sarebbe un progetto alternativo. Del resto o si salva la banca o si procede con la liquidazione coatta amministrativa. La proroga potrà servire al Commissario Straordinario a guadagnare tempo per studiare la situazione. Al momento, infatti, non è chiara la dimensione del problema. Non tutti però in maggioranza vedono di buon occhio la possibile dilazione, soprattutto in mancanza di un progetto. C'è chi si dice disponibile ad affrontare le modifiche richieste, ma solo su basi concrete e prevedendo un'attenuazione per famiglie ed imprese. Non manca l'amarezza per l'assenza di una soluzione chiara e dati precisi. Anche la Csu teme che la proroga non sia subordinata ad un progetto vincente e mantiene alta l'attenzione sui 100 milioni dei Fondi Pensione, con la proposta di garantirli attraverso i titoli che sono nella disponibilità di Banca Centrale.

Così come già fatto per Asset, chiede di smobilizzare una somma per permettere alle famiglie di accedere al credito. Nel Cis – ricorda il sindacato – ci sono risparmi per 700 milioni circa. Rimangono dubbi legati ai tempi. Per quanto ancora si intendono bloccare i pagamenti? Il timore è che 30 giorni non siano sufficienti a trovare soluzioni e che non serviranno senza un'idea di come uscirne. Tra le obiezioni sollevate, anche il fatto che nel decreto non ci sia l'obbligo di ricapitalizzazione da parte dei soci azionisti delle banche né azioni di responsabilità nei confronti degli organi di amministrazione e controllo. C'è ora da capire se la proroga si farà, perché e per quanto tempo. Domande alle quali cercherà di dare una risposta in Commissione Finanze il Commissario Bonfatti. Nel frattempo c'è chi, per il Cis, auspica una soluzione di sistema.