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Consiglio: si riparte dal Decreto sulla sospensione della pensione

18 giu 2018
Consiglio: si riparte dal Decreto sulla sospensione della pensione
Si riparte Decreto Legge che modifica gli articoli 62 e 64 della Finanziaria.
Si tratta di provvedimenti che inseriscono correttivi in materia di sospensione della pensione. Nel dettaglio, l'articolo 62 interviene a seguito della sentenza del Collegio Garante della Costituzionalità delle norme nei casi in cui i pensionati venivano colti a lavorare.
Si va a riscrivere la norma – spiega Franco Santi - giudicata sproporzionata rispetto alla sanzione prevista, un anno di sospensione della pensione . "Si correggono errori formali e si introduce una disposizione transitoria per regolamentare procedimenti in corso che erano intervenuti nella vacatio della legge. Si è scelto di intervenire solo nei casi in cui il procedimento è già avviato”. Si interviene poi su problematiche applicative sull'articolo 64. Si introducono fattispecie nei casi di mancato versamento degli oneri previdenziali e sociali.

La Dc presenta emendamenti e critica quella che Mussoni definisce un'impostazione inquisitoria rispetto a chi lavora. Si introduce infatti una verifica per il ripristino dell’erogazione della pensione.
“Siamo diventati dei burocrati – attacca il Consigliere del Pdcs – permettiamo invece a vuole mettersi in regola di poter lavorare”. Spera che la riforma delle pensioni porti ad un salto di qualità, affinché si possa lavorare rinunciando a parte della pensione ma in modalità più semplice, libera e meno oppressiva. Per Cardelli si corre il rischio che la norma, così modificata, venga giudicata ancora incostituzionale. C'è un accanimento dello Stato – fa notare Valentini - quando ammette di non conoscere la reale situazione delle persone fisiche. Se funzionasse il sistema tributario, ogni cittadino dovrebbe essere identificato nella sua capacità di reddito e situazione patrimoniale, ma dato che così non è, si introducono interventi a verifica, norme nuove che vanno a correggere un quadro che dovrebbe essere già chiaro”.
Per Angelo Della Valle, consigliere di SSD, i pensionati devono farsi da parte per lasciare il lavoro a chi non ce l'ha. “L'ha voluto la Dc e ho visto persone a cui hanno sospeso una pensione che supera i 2000 euro”. Marica Montemaggi fa chiarezza: “la sentenza del Collegio Garante non è entrata nel merito dell' incostituzionalità della sospensione della pensione ma ha giudicato sproporzionata la sanzione. E' su quello che il Governo è intervenuto. Riguardo all'impianto normativo si mantiene quello del 2011, che era di stampo democristiano. Sulla valorizzazione del lavoro dei pensionati ci sono proposte sul tavolo in questa fase di concertazione della riforma previdenziale”.
Sotto accusa anche la retroattività della norma che introduce – dice Marco Gatti - disuguaglianza di trattamento. Per Iro Belluzzi sono provvedimenti che non rendono il paese appetibile rispetto all'esterno perché “passa la filosofia di una San Marino non rispondente alle migliori pratiche internazionali”.
Mussoni annuncia che ci sarà ricorso di legittimità costituzionale e aggiunge “quando un pensionato perde la pensione è un dramma”.
“E' comprensibile – aggiunge Guerrino Zanotti – ma il dibattito va riportato su un binario corretto, qui si parla di lavoro irregolare”.

Mimma Zavoli parla di deriva populista dei consiglieri Dc. Ricorda che sono norme non fatte da questo Governo ma da quello precedente. “La legge sui lavori occasionali è stata emendata sei volte per rispondere alle diverse esigenze. È stata già introdotta la solidarietà familiare. Con il decreto Mussoni tutto è diventato lavoro irregolare. La sua norma prevede addirittura che una persona solo rilevata in un contesto economico possa essere sanzionata. Il punto è la sproporzione della sanzione”.

Anche Mancini, come il resto dell'opposizione, invita a non normare il passato. “L'emendamento dc è di buon senso anche dal punto di vista giuridico. Mettiamo in difficoltà chi fa impresa, chi ci vede da fuori. Non è la prima volta che andiamo a normare leggi retroattive per rimediare agli effetti negativi che a posteriori queste norme introducono. L'ultimo esempio è l'articolo 79 del Testo Unico. Tra poco dovremo metterci mano”.

Santi ricorda che si interviene regolamentando un periodo temporale in cui sono venuti a cadere gli articoli del 2011 e 2012, quindi tornava la norma dell'83. “Vogliamo dare una soluzione a chi ha un procedimento in corso, chiarendo quale norma prendere in considerazione”. Alla fine, dopo verifiche, invita l'aula ad accogliere l'emendamento. Il Decreto viene ratificato con l'emendamento del Pdcs.

Dopo la ratifica del decreto sui profili di ruolo, si riunisce l'Ufficio di Presidenza per chiedere lo slittamento del comma su interventi agli articoli del Testo Unico, per affrontarlo domani, in apertura di lavori. Servono i due terzi dell'aula. Lo slittamento viene accolto.

Si passa quindi alle permute. Viene autorizzata l'alienazione di un immobile dello Stato, in Zona Cà Ragni, per 200.000 euro circa.
E' il momento delle sostituzioni. Quelle di Dalibor Riccardi da membro della Delegazione Consiliare presso l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo e dalla Commissione Consiliare sul Fenomeno delle Infiltrazioni della Criminalità Organizzata. Il Psd, in virtù di un percorso di avvicinamento a Ps e Mdsi per la creazione di un'area più grande, indica Giovanna Cecchetti – consigliere del Partito Socialista – a membro della Pam.