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Dibattito PSD sull'economia a San Marino: 30 gli interventi

12 gen 2006
Dibattito PSD sull'economia a San Marino: 30 gli interventi
Il laboratorio del Partito dei Socialisti e Democratici si arricchisce degli interventi e spunti della serata sull’economia in una società solidale. Una 30ina gli interventi, che hanno mostrato le diverse sfaccettature del sistema San Marino, da quelli più tecnici, per addetti ai lavori, in materia di Private Banking o monofase, a quelli di indirizzo, per esempio l’importanza della formazione. 'Investire nell’istruzione e’ stato il fattore determinante nella crescita economica dell’Irlanda' - ha ricordato Fausta Morganti. Danilo Micheloni – a capo del laboratorio Psd - insiste sull’importanza 'del fare programmazione in stretta relazione con il bilancio per sapere dove e come vengono impiegate le risorse, altrimenti si continuerà a spendere i soldi senza capire come e per che cosa si spendono'. L’introduzione di apertura e’ di Mauro Chiaruzzi, che elenca velocemente impegni e priorità del partito. Poi gli interventi: Emilio Della Balda – del Gruppo Economia – ha tracciato quello che è il manifesto della politica economia per il paese: 'Si deve aprire una fase nuova in direzione europeista. L'economia si rafforza e sviluppa aggiornando la legge fiscale e societaria, e facendo della trasparenza e legalità i nuovi capisaldi'. Una economia che non potrà prescindere dal contesto europeo: non pochi sono stati gli interventi in questo senso. I segretari di stato intervenuti hanno – ciascuno per sua competenza – affrontato i temi legati ai progetti per il commercio e turismo, il nuovo diritto societario e la cooperazione internazionale. Da segnalare, tra i tanti, Stefano Bizzochi: 'Inutile tergiversare – ha detto – bisogna passare al regime Iva'. Mentre Luciano Zanotti, parlando di scelte energetiche ha lanciato la proposta di San Marino come primo paese al mondo ad essere alimentato da energia rinnovabile. Una serata conclusa da Giuseppe Morganti. Nel suo intervento il tema centrale, invece che l’economia, ha finito per diventare la cultura: 'L’investimento, più che nei macchinari, va fatto nelle persone e nella formazione, nell’unico terreno fertile dell'Unione Europea'.