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'I fatti di Rovereta 1957'

3 dic 2004
'I fatti di Rovereta 1957'
Anche Rovereta fa parte della storia di San Marino; una pagina tanto dolorosa quanto importante. Molti sammarinesi sanno, che nell’autunno del ’57, si rischiò la guerra civile. Dopo anni di silenzio – o quasi - in questo periodo si torna a parlare di quest’episodio e l’interesse della cittadinanza è grande. Ieri, la sala del Castello di Domagnano, non era sufficiente a contenere le persone intervenute per la conferenza pubblica organizzata dal partito democratico cristiano sammarinese. “Non c’è identità senza memoria – ha detto in apertura di serata il segretario del PDCS Giovanni Lonfernini – nelle ultime settimane si è parlato a sproposito dei fatti di Rovereta, occorre fare chiarezza”. La parola è poi andata a Marino Cecchetti che ha ripercorso le varie tappe dell’episodio: la scissione del Partito Socialista, il cambio della maggioranza, la decisione della Reggenza di sciogliere il Consiglio il 19 settembre, la costituzione di un Governo provvisorio in una fabbrica in costruzione a Rovereta. “Ciascuno dei due esecutivi – ha detto Cecchetti – chiamò a raccolta i propri uomini e li dotò di armi e questo è da stigmatizzare”. Nell’intervento dell’allora segretario democristiano Zaccaria Savoretti evidenziati i motivi dello strappo interno al PSS rivelatosi determinante ai fini del cambio della maggioranza. “Una scissione causata – ha spiegato Savoretti – da 3 motivi: le difficoltà finanziarie del Paese, i tragici fatti d’Ungheria e le elezioni del ’55 sul Titano definite – dallo stesso ex segretario DC – elezioni truffa”. Ferruccio Piva ha ricordato l’ansia e la tensione dei giorni successivi all’instaurazione del Governo Provvisorio a Rovereta. “Ci si preparava all’uso delle armi in dotazione – ha detto – una notte si accesero centinaia di torce e si udirono urlla e spari, fu difficile mantenere la calma”. “Questa storia – ha detto Francesco Valli – non può essere dimenticata dalle giovani generazioni”. Valli ha poi ricordato le difficili condizioni economiche, in cui si trovava il Paese, all’epoca dei fatti. La serata si è chiusa con l’intervento di Gian Luigi Berti. I Cittadini di San marino – ha dichiarato – fecero sì che tutto accadesse senza incidenti gravi.