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Fioccano denunce da Rossi, Bollini e Sansovini

12 gen 2006
“Siamo costretti a querelare quanti ci hanno calunniati”. Sono state depositate questa mattina dai tre consiglieri Bollini, Rossi e Sansovini, tecnicamente sono 8 denunce, i capi di imputazione sono ingiuria e diffamazione e sono tutte a seguito della notifica del mandato di comparizione recapitata dal tribunale al consigliere dei Sammarinesi per la Libertà, Giuseppe Rossi, durante la seduta del Consiglio Grande e Generale del 16 dicembre scorso . E’ proprio Rossi ad esordire: “Sarà la giustizia a decidere sui contenuti di quella notifica, ma oggi sono costretto a denunciare quanti hanno leso la mia immagine di politico e di cittadino pronunciando, al di fuori dell’aula parlamentare, sui siti dei partiti e a mezzo stampa cose inesatte, destituite di fondamento. 4 le denunce: ad Alleanza Popolare e Rifondazione Comunista, nei rispettivi rappresentanti legali; al consigliere di AP Tito Masi; al consigliere del PSD Giuseppe Moranti. “In futuro – aggiunge Giuseppe Rossi – agirò allo stesso modo verso quanti mi diffameranno”.
“Siamo stati accusati di aver inscenato una montatura, di aver agito per conto terzi per danneggiare alcuni magistrati, siamo stati chiamati ‘ciarlatani’ – ribadisce Monica Bollini – per le posizioni prese a seguito del caso Rossi e ora dovranno rispondere penalmente e civilmente”. Anche dalla Bollini depositate due denunce per calunnia e diffamazione al consigliere Tito Masi e ad Alleanza Popolare. Medesimi destinatari delle due denunce a firma di Glauco Sansovini, che rincara la dose: “E’ in malafede – dice – chi pensa che abbiamo il potere di dire a un magistrato dove notificare un mandato. Comunque – aggiunge - il giudice Battaglino non conosce le leggi sammarinesi. Mi stupisco - conclude - che Tito Masi e AP, sempre così ligi nella difesa e nel rispetto delle istituzioni, abbiano taciuto sul fatto più grave: che la magistratura abbia violato una sede istituzionale, quale il Consiglio Grande e Generale e offeso un organo supremo. quale la Eccellentissima Reggenza”.