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Forze politiche: incontri per l'intesa

10 nov 2003
Forze politiche: incontri per l'intesa
L'imperativo è mediare. Così come ogni accordo è sempre il frutto della mediazione, di rinunce e concessioni, di passi indietro e piccole conquiste, anche l'intesa che le forze politiche stanno ricercando dovrà rispondere agli stessi precetti. Fra le 5 rappresentanze consiliari che hanno posto la firma in calce all'ordine del giorno presentato dal partito democratico cristiano, si è aperto un confronto e a giudicare dai segnali che arrivano - visto che i colloqui sono strettamente riservati - la volontà è comune; l'impegno per uscire dalla delicata situazione è massimo. Certo non mancano scontri e dissapori, ma tutto resta nei binari dello confronto costruttivo, della volontà di indicare percorsi precisi per adottare situazioni condivise. 'Questa volta non si scherza - scrive il segretario dei democratici, Giuseppe Morganti - ricordando che in ballo c'è il futuro del Paese e che il senso diresponsabilità non può non prevalere su tutto'. Morganti auspica scelte rapide ed incisive e rivlea apprezzamento per quanto le altre forze stanno facendo. il Capogruppo di AP, Tito Masi, smentisce le voci di scontri feroci per la distribuzione delle poltrone: 'Non ne abbiamo ancora iniziato a parlare' - precisa - e ridimensiona la portata del confronto sul voto estero: 'nessun ultimatum di AP, ma semplici condizioni così come altri hanno posto. L'intesa - aggiunge - è il frutto del compromesso'. 'Che alla questione del voto estero venga riservata partciolare attenzione è vero - spiega il presidente della DC, Cesare Gasperoni - ma ancora non siamo entrati nel merito della questione, se non come enunciazione di intento'. Se ne parlerà a partire dalla seconda tornata di incontri a 5, dopo che il parlamento democristiano si sarà espresso sulle riserve che la delegazione DC ha già avanzato. Toccherà al Consiglio Centrale sciogliere e dare il prorpio benestare. 'Certo - aggiunge Gasperoni - ci sono discussioni, ma è normale quando si tentano le mediazioni possibili senza che nessuno rinunci alle proprie prerogative e senza stravolgere i punti di partenza già fissati. Il clima, comunque, è incoraggiante.