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Giochi: passa il decreto

11 nov 2009
29 voti a favore e 26 contrari. Il decreto di modifica della legge sui giochi passa con appena 3 voti di scarto. Un esito che arriva al termine di un lungo dibattito che ha impegnato l’assemblea.
Duri i toni del confronto, soprattutto nell’ultima fase della discussione, acceso dall’intervento in seduta notturna del Segretario alle Finanze, Gabriele Gatti, che non ha risparmiato accuse pesanti alle quale le opposizioni hanno replicato risentite invitandolo a svelare verità segrete su presunte connivenze, qualora ne fosse a conoscenza. Lo fanno Giuseppe Morganti, protagonista dello scontro verbale con Gatti in serata, il capogruppo del suo partito, Claudio Felici, gli esponenti di Sinistra Unita Foschi e Francesca Michelotti, che hanno visto rigettare l’ordine del giorno del loro partito che chiedeva la sospensione del decreto. “Con questo decreto non nasce nessun casinò” afferma con decisione il Presidente di Ap, Mario Venturini, che rispetto al trasferimento della sala si aspetta più di una proposta dal CdA della Giochi del Titano. “Non siamo una maggioranza in cui comandano i giochi - sottolinea il Segretario di Stato per l’Industria, Arzilli - rappresentano il passato, mentre il futuro è l’economia reale del Paese”. A chiudere la serie di interventi il Segretario alla Cultura Romeo Morri, che evidenzia la compattezza della maggioranza “nonostante - dichiara - i tentativi della minoranza. La nostra posizione è chiara - conclude - un no fermo all’apertura di un casinò e nessuna variazione nell’assetto societario della Giochi del Titano”.

Sergio Barducci