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Il discorso del Nunzio Apostolico, Sua Eccellenza Monsignor Emile Paul Tscherrig

1 ott 2019
Sua Eccellenza Monsignor Emile Paul Tscherrig
Sua Eccellenza Monsignor Emile Paul Tscherrig

Ecc.mi Capitani Reggenti, Signor Luca Boschi e Signora Mariella Mularoni,

Onorevoli Membri del Consiglio Grande e Generale, Signor Segretario di Stato per gli Affari Esteri e Signori Ministri di Governo, Signore e Signori Ambasciatori e Membri del Corpo Diplomatico e Consolare, Signore e Signori.

In quanto Decano del Corpo Diplomatico, ho l'onore di rivolgermi a voi tutti in questo momento così importante, in cui le Istituzioni della Serenissima Repubblica di San Marino confermano la loro fedeltà a una tradizione inveterata, pur nel rinnovo di cariche vitali per la vita repubblicana, come lo sono i Capitani reggenti, ai quali, a nome di tutti i miei Colleghi, formulo i voti più vivi per la loro elezione, auspicando una fruttuoso servizio per la pace e la prosperità del popolo sammarinese.

Il Monte Titano da sempre è stato centro di irradiazione di vita democratica e partecipativa di cui i suoi abitanti hanno goduto, anche quando nelle zone circostanti gli eventi storici erano determinati da modelli e ideologie diversi – penso ai nazionalismi e ai totalitarismi che imperversavano in Europa e che poi portarono alla tragedia della Seconda Guerra Mondiale.

Dopo svariati decenni di pace, immersa in un mondo globalizzato, questa Serenissima Repubblica è chiamata ad affrontare quelle sfide che la società odierna si trova a vivere. La globalizzazione, infatti, ci rende tutti interconnessi. Così se da un lato si assiste al nascere e al consolidarsi di una società pluralista, fondata sul rispetto delle diversità; dall'altro, in alcune parti del globo, la difesa della propria identità e dei propri interessi, suscita nuovi nazionalismi e l'odio verso il diverso, innalzando autentiche barriere, che impediscono il dialogo e la comunicazione tra i popoli e gli individui tra di loro.

Lo storico gesto compiuto da Sua Santità Papa Francesco e dal Grande Imam di Al Azhar, Al Tayyib, la massima autorità sunnita al mondo, lo scorso 4 febbraio, con la firma del "Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune”, nel Courtyard Sahan di Abu Dhabi, ci fa capire che non c'è alternativa: o costruiremo insieme l'avvenire o non ci sarà futuro. Più che innalzare steccati e barriere che spingono all'odio, alla divisione e allo scontro, siamo tutti chiamati, pur conservando la nostra specifica identità, a cimentarci nel compito urgente di costruire ponti fra i popoli e le culture. La società civile, con le sue istituzioni, e le religioni sono chiamate ad aiutare la famiglia umana a maturare la capacità di riconciliazione, la visione di speranza e gli itinerari concreti di pace, come la tutela dei diritti umani, la lotta agli estremismi di qualsiasi genere e provenienza e la giusta perequazione della ricchezza. Infine, dal Documento si evince l'invito a che il dialogo, da esso enunciato, divenga oggetto di ricerca e di riflessione in tutte le scuole, nelle università e negli istituti di educazione e di formazione, al fine di contribuire a creare nuove generazioni che portino il bene e la pace e difendano ovunque il diritto degli oppressi e degli ultimi.

A tal proposito mi rallegro che in questa Serenissima Repubblica sia stato istituito un Corso di Alta Formazione in "Dialogo Interreligioso e le Relazioni Internazionali", promosso dall'Università degli Studi della Repubblica di San Marino e dall'Istituto Superiore di Scienze Religiose "Alberto Marvelli", delle Diocesi di San Marino-Montefeltro e di Rimini. Auspico che questo Paese se ne possa avvalere per formare uomini e donne sensibili al dialogo sopracitato, affinché ovunque si trovino nel mondo a Rappresentare San Marino, in un ruolo istituzionale o nell'esercizio della loro professione, siano operatori di dialogo e di fraternità, per costruire una società più ricca e pacificata.

Infine, a nome del Corpo Diplomatico qui presente, vorrei formulare i voti più vivi al caro Popolo sammarinese, che l'8 dicembre prossimo sarà chiamato a rinnovare il Consiglio Grande e Generale. Auguro che da quel suffragio possa nascere un nuovo Organo di Governo, in cui le forze politiche ivi operanti contribuiscano alla tutela del bene comune, difendendo specialmente i più deboli e bisognosi. Auguri