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Legge sulle licenze, C10: malgrado il passo avanti ancora troppe mancanze. Ecco perché

1 apr 2014
Legge sulle licenze, C10: malgrado il passo avanti ancora troppe mancanze. Ecco perché
Legge sulle licenze, C10: malgrado il passo avanti ancora troppe mancanze. Ecco perché

La legge sulle licenze è la legge delle occasioni mancate.
Di buono c'è che, finalmente, la licenza verrà concessa al momento della richiesta e non dopo lunghissime anticamere. I controlli avverranno ex post, ed in caso di problematiche e difformità coi requisiti di legge avverrà la revoca. Si tratta di un cambio importante di marcia, dopo che lo stesso Arzilli nel 2010 aveva fatto approvare una legge che aveva reso burocratico, incerto e pesante il meccanismo di concessione, che era diventato insostenibile. Tra l'altro, da domani molti aspetti delle pratiche connesse con la richiesta e il mantenimento di una licenza potranno essere svolti on-line, su un applicativo informatico.
Ma queste sono le uniche significative novità della legge. Perché per il resto si sono perse tante occasioni che avrebbero reso davvero interessante la legge:
1. non è stata prevista la creazione di uno Sportello Unico per le Imprese dove porre in essere tutti i rapporti fra impresa e Pa, come invece aveva proposto da Civico10: questo avrebbe reso molto rapido il contatto tra imprenditori, esistenti e potenziali, e Pubblica Amministrazione e avrebbe creato, in sinergia con l'Agenzia per lo Sviluppo, certezza negli investitori interessati a San Marino (senza doversi rivolgere a professionisti vari o peggio ancora al Governo). La mancanza di certezza riduce l'attrattività del sistema;
2. resta la discrezionalità del Congresso di Stato nella concessione di alcuni tipi di licenza e nella possibilità di revoca per gravi motivi. La discrezionalità fa male al Paese;
3. non è stata prevista alcuna forma di garanzia patrimoniale o finanziaria a tutela dei crediti dello Stato (es: monofase), dell'Iss (es: per contributi previdenziali) o dei dipendenti (es: per stipendi non pagati) contro società che chiudano l'attività lasciando debiti. Garanzie che C10 aveva proposto di inserire in forma differenziata a seconda delle dimensioni dell'impresa e dei dipendenti assunti. La mancanza di garanzie rende lo Stato vulnerabile contro società che se ne vanno senza lasciare nulla;
4. non sarà possibile, nemmeno per le imprese individuali, l'intestazione di 2 licenze non coerenti fra loro, cosa che invece Civico10 aveva proposto per premiare chi, in fase di crisi economica, utilizza le proprie abilità e competenze per restare sul mercato e svolgere attività anche di genere diverso. Porre limiti inutili non permette di sostenere la piccola impresa ed inoltre, siamo scettici su come si intende utilizzare la risorsa del codice Ateco, sulla possibilità di possedere 2 licenze coerenti tra loro, che siano classificate sotto lo stesso codice, ma siano di tipologia diversa;
5. sono caricate, sui richiedenti licenza, tasse indirette di importo molto elevato: 400 euro come corrispettivo per i costi dei servizi di istruttoria e presentazione dell'istanza tesa ad ottenere il nulla osta per la costituzione, 170 euro per una serie di atti comuni (come il trasferimento di sede di un esercizio, il trasferimento di titolarità, il cambio o l'aggiunta dell’oggetto licenza o sociale, il cambio ragione sociale, la modifica della superficie dei locali, la riattivazione di una licenza, ecc...). Il tutto nonostante esista già la tassa di licenza. Le tasse indirette uccidono le nuove imprese e rendono meno attrattivo il sistema.
Inoltre ci sono molti rinvii a Decreti Delegati e alcune procedure ancora problematiche. Non ci sono quindi assolutamente gli estremi per magnificare la legge o caricarla di grandi potenzialità. Si tratta di un passo avanti, ma con tante mancanze che andrebbero sistemate quanto prima per parlare di una vera e utile riforma.
Attendiamo sempre, oltre alle dichiarazioni, anche qualche nuovo concreto investimento in Repubblica.