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Maggioranza: giorni di fibrillazione, Felici risponde a Venturini

3 giu 2008
Palazzo Pubblico
Palazzo Pubblico
Il rapporto di maggioranza appare piuttosto sfilacciato e il clima di fiducia fra le 4 forze che la compongono sta toccando il livello più basso degli ultimi mesi. In agenda ci sono una serie di interventi legislativi di rilievo e proprio dall’esito di queste votazioni dipenderà il futuro della coalizione. Si attende la riunione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Grande e Generale per conoscere i commi che inserirà nell’ordine del giorno della sessione parlamentare, nella quale si dovrà celebrare anche il dibattito sulla situazione politica e le prospettive della maggioranza. Un tema questo, sollecitato dall’ordine del giorno delle opposizioni, che ha registrato lo scivolone della maggioranza. Nei corridoi della politica si fanno strada, oggi, diverse ipotesi per uscire dall’impasse nel quale si è trovata la coalizione, fra queste c’è il ricorso alle elezioni anticipate ma anche la possibilità di un eventuale Governo di transizione, per traghettare il paese fino alle urne, anche in questo caso prima della scadenza naturale.
“Accordi già sottoscritti non ce ne sono – dichiara il coordinatore di Alleanza Popolare, Mario Venturini. Abbiamo saputo degli esiti della riunione del gruppo consigliare del PSD – aggiunge – e accolto la notizia con grande stupore. Finalmente si apre uno spiraglio per le elezioni anticipate. E’ una strada che abbiamo sempre indicato come maestra, le abbiamo chieste più volte – spiega il leader di AP – compreso nell’ultimo incontro di due settimane fa. Oggi – aggiunge – prendiamo atto di questa nuova dichiarazione d’intenti del PSD. In ogni caso – conclude Venturini – ci meraviglia questo cambio repentino del PSD che forse si è accorto di essere con le spalle al muro ed è venuto fuori con questa trovata”.
“Nessuna trovata – gli fa eco il Capogruppo dei Socialisti e Democratici, Claudio Felici – ma una grossa responsabilità che intendiamo prenderci considerato quello che sta succedendo e gli elementi di diffidenza e di perplessità che qualcuno manifesta rispetto al prossimo Consiglio Grande e Generale. Noi – continua Felici – siamo determinati a portare avanti i progetti del Governo, se però non andranno in porto, per colpa non nostra ma di qualcun altro che non condivide gli obiettivi, allora meglio tornare a chiedere il parere degli elettori. Il nostro obiettivo – sottolinea il Capogruppo del PSD – non è quello di andare alle elezioni anticipate, ma di governare il Paese. I progetti ci sono, alcuni stanno raccogliendo il consenso nelle varie commissioni, confidiamo che il Consiglio voglia confermare la condivisione e consentire di portare avanti il programma prefissato”.