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Mario Venturini: “decisivo il prossimo vertice di maggioranza”

25 mag 2008
Mario Venturini
Mario Venturini
Le parole sono del coordinatore di AP, Mario Venturini, che non riesce a frenare la sua insofferenza per una situazione che da troppe settimane tiene la maggioranza inchiodata al palo.
“Che fra le forze della coalizione ci siano posizioni differenti – afferma Venturini – è cosa piuttosto normale, ma se queste visioni dissonanti mirano ad andare in una direzione diversa da quella del programma di governo, allora non ci stanno proprio”.
E’ severo il leader di Alleanza Popolare perché ritiene si sia perso troppo tempo e perché crede sia arrivato il momento di fare chiarezza. “Noi – aggiunge – pensiamo si debba andare alle elezioni anticipate. Lo sosteniamo da mesi e intendiamo ribadirlo anche domani. Certo non sarà un ultimatum, un diktat, ma chiederemo ai nostri alleati di ragionarne in maniera approfondita, dire che farebbero perdere tempo al paese – commenta riferendosi alle dichiarazioni del segretario del PSD – mi pare una scusa piuttosto debole. Se le avessimo fatte a gennaio avremmo evitato tutti questi ritardi”.
Venturini si aspetta che domani, al tavolo della verifica, si parli dei voti che non ci sono, degli scivoloni in Consiglio Grande e Generale, delle tensioni politiche, delle cose che negli ultimi 3 o 4 mesi non sono andate proprio bene.
Sulle voci di una trattativa aperta fra forze di opposizione e due della maggioranza si limita a commentare ermeticamente: “quando si attraversano certi momenti è chiaro che tutti parlano con tutti”.
Sulla possibilità di recuperare l’azione del governo si dice abbastanza fiducioso: “credo – dichiara – si debba avere sempre fiducia. Una maggioranza c’è, si devono trovare le condizioni per farla funzionare, anche se sui metodi per farlo noi la pensiamo diversamente da altri. E qui torna il tema delle elezioni anticipate, una questione che domani sarà certo al centro del confronto. Mi auguro solo – conclude Venturini – non vogliano tornare a proporci gli allargamenti perché questo significherebbe che tutto è stato inutile”.