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PSD: soddisfazione per l’approvazione della legge elettorale

3 mag 2007
PSD
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Alla fine è un risultato che mette d’accordo un po’ tutte le forze politiche, dicono Socialisti e Democratici riferendosi alla votazione con cui il Consiglio ha detto sì alla riforma elettorale: 33 i voti a favore, 21 le astensioni, 2 i contrari. E il Psd rivendica soprattutto la primogenitura del progetto: “Una legge – ricorda il segretario Mauro Chiaruzzi – nata nell’estate del 2005, quando eravamo ancora nel governo straordinario, questa maggioranza non era ancora formata e dovevamo trovare una soluzione alla instabilità. I cittadini sono diventati protagonisti, e non esistono più deleghe in bianco ai partiti”. “Chi ha più voti vince, è molto semplice – aggiunge il capogruppo Claudio Felici – non chi ha più seggi: saranno infatti gli elettori a premiare la coalizione vincente col premio di stabilità. Penso che la politica questa volta abbia fatto una bella figura, nessun partito ha detto che con questa legge su abbassa il livello di democrazia, anzi”. Per il Psd, la frammentazione sarà combattuta proprio incentivando le liste ad aggregarsi, “e la legge realizza sul serio l’alternanza democratica, con i fatti e non con le parole – dice Giuseppe Morganti – resa possibile da quando le due maggiori forze di sinistra si sono unificate”. L’unico rimpianto è stato il voto di genere, bocciato dall’aula parlamentare: “Non è stata colta la valenza democratica del nostro progetto – rileva Patrizia Busignani – quando è lo stesso Consiglio d’Europa a chiedere equilibrio di rappresentanza nelle istituzioni tra genere maschile e femminile. Volevamo introdurre una facoltà in più e non limitare l’elettore: non è stato capito, pazienza: non per questo ci arrenderemo”.