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Reggenza: "la questione morale resta aperta"

10 apr 2014
Reggenza: "la questione morale resta aperta"
Reggenza: "la questione morale resta aperta"
E' il saluto dei Capi di Stato ad aprire la prima seduta del Consiglio Grande e Generale presieduta da Valeria Ciavatta e Luca Beccari. La produttività dei lavori dell'Aula, premette la Reggenza, rappresenta la capacità della politica di rispondere ai bisogni dei cittadini. Chi rappresenta l'amministrazione deve possedere senso dello Stato, etica, legalità e trasparenza dei comportamenti. Il nostro sistema, sottolinea la Reggenza, sta diventando sempre più refrattario a fenomeni distorsivi e il ruolo del Consiglio in questo è stato fondamentale. Dobbiamo essere orgogliosi, dicono i Capi di Stato, di farne parte e dobbiamo meritarlo. Si attendono ancora gli esiti giudiziari della vicenda affrontata con coraggio dalla commissione antimafia, ricorda la Reggenza, quindi la questione morla resta aperta. Le altre questioni da affrontare, aggiunge, sono la ripresa economica - siamo vicini a chi si trova in difficoltà e il governo e il Consiglio devono prestare attenzione ai più bisognosi - e la spending review. Dai Capitani Reggenti anche la soddisfazione per i progressi nel rapporto bilaterali con l'Italia: dalle recenti ratifiche del Senato dei due accordi alla prossima visita di Napolitano. Sarà un semestre impegnativo, conclude la Reggenza. Abbiamo apprezzato la disponibilità dei gruppi ad adottare misure sperimentali in vista dell'adozione del nuovo regolamento consiliare. In comma comunicazioni Luca Lazzari ufficializza le sue dimissioni dal gruppo consiliare di Sinistra Unita. La verifica interna, dice, non ha dato esito positivo. Abbiamo tentato ogni strada per scongiurare questa scelta, replica Tony Margiotta. Da parte di Sinistra Unita resta aperta la disponibilità al dialogo per ricucire le divisioni. Ma protagonisti assoluti del primo comma sono i vertici di Banca Centrale e l'incarico affidato all'ex responsabile della vigilanza Gumina per il recupero dei crediti dello Stato. Un mandato quinquennale per 60mila euro all'anno che sta registrando forti critiche dalle opposizioni che contestano sia la scelta sia le motivazioni avanzate dal Segretario alle finanze. L’ordine del giorno sullo sviluppo del settore bancario e finanziario condiviso dall’Aula, sottolinea la minoranza, rimarcava la volontà di recuperare i crediti quanto più concretamente possibili. Non prevedeva nomi e neppure questo folle compenso fuori da ogni logica. Vi prendete la piena responsabilità di questo schiaffo dato in faccia ai cittadini, afferma Andrea Zafferani di Civico 10. In quel documento, replica il capogruppo della dc, abbiamo tutti concordato sulla necessità di un osservatore per recuperare i crediti dello Stato. La scelta è caduta su Gumina perché persona molto capace che conosce il sistema bancario e le difficoltà dei crediti. Il Segretario alle finanze, assicura Mazza, darà tutte le risposte. Ma la nomina avviene in un quadro utile per le finanze dello Stato. Improprio, aggiunge il capogruppo del psd Stefano Macina, esprimere ora dei giudizi su Gumina. Aspettiamo di vedere quali risultati produrrà il suo lavoro. Tutti d’accordo invece nel criticare i 300mila euro di premi di produzione distribuiti da Banca Centrale. Inopportuni, commenta la maggioranza. Spero che li rivedano, afferma Mazza, anche perché se quella è la condizione contrattuale cui fare fronte va disdetta immediatamente. Di cattivo gusto, confermano le opposizioni soprattutto in questo frangente economico e con 300 disoccupati che hanno perso ogni forma di ammortizzatore sociale. Giuseppe Ugo Resigno è stato nominato con 42 voti a favore, membro effettivo del Collegio Garante della Costituzionalità delle norme. 2 le schede bianche, 2 quelle nulle. Matteo Fiorini, che fra una settimana esatta passerà le consegne ad Antonella Mularoni, presenta la riforma del catasto. La formazione di un catasto moderno risale al 1949 e l'ultimo aggiornamento è datato1981. Così nel corso degli anni si è creato un divario sempre più significativo tra l'evoluzione della società sammarinese e l'arretratezza della normativa. Questa, sottolinea il Segretario al territorio, è dunque una riforma epocale che riflette i cambiamenti avvenuti nella società e sancisce una modifica strutturale. Il catasto non assolve solo questioni fiscali, ma mira anche al conseguimento di altre utilità civilistiche, come l'accertamento delle unità immobiliari e delle loro mutazioni. Inoltre si agevolano i processi del credito immobiliare, fondiario e agrario e si supporta la pianificazione territoriale. A San Marino il catasto ha acquisito una rilevanza territoriale ed è stato trascurato dal punto di vista legislativo. Dunque, quando realizzata, la riforma catastale garantirà una base conoscitiva, affidabile e aggiornata del territorio, delle infrastrutture, degli oggetti immobiliari e delle attività sugli stessi insistenti. E con un catasto aggiornato sarà possibile un efficace ed equo sistema impositivo. Oltre a garantire più servizi a imprese, istituzioni e soggetti vari. La normativa, conclude Fiorini, mantiene i concetti di riforma degli estimi espressi negli ultimi anni attraverso due proposte di legge e armonizza la disciplina vigente. I pilastri principali sono Catasto fisico, economico e giuridico, suddivisi in sei capi: sistema catastale; mappa catastale e cartografia; catasto dei terreni; catasto dei fabbricati; riforma degli estimi; disposizioni attuative e diverse, norme transitorie".

Sonia Tura