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Repubblica Futura all'attacco di Rete: "Incoerente sull'addio al porta a porta e sulla procedura di nomina del futuro primario di pediatria"

di Luca Salvatori
14 mag 2020
Sara Conti e Andrea Zafferani
Sara Conti e Andrea Zafferani

Repubblica Futura attacca Rete, parlando di incoerenza sulla gestione dei rifiuti e sulla procedura per il futuro primario di pediatria.

Non si arresta l'aspro contraddittorio tra Repubblica Futura e il Movimento Rete. Nella conferenza stampa via zoom del pomeriggio Sara Conti ha puntato il dito in particolare contro Rete, ritenendo incoerente l'atteggiamento del movimento rispetto ai cambiamenti nella gestione dei rifiuti urbani, prospettati dal Segretario di Stato Stefano Canti in commissione consiliare che ha parlato di “porta a porta” al tramonto perché a fronte di una levitazione dei costi, la raccolta differenziata è al 43% mentre dovrebbe raggiungere il 70%, secondo l'accordo con l'Emilia Romagna. “La raccolta porta a porta – ha dichiarato Sara Conti – ha prodotto un rifiuto migliore; arriva ad una differenziazione superiore al 70% nei castelli dove è attiva; ha prodotto una maggiore sensibilizzazione dei cittadini, che attraverso un consumo critico producono meno rifiuti, ed inoltre la valutazione è parziale perché il progetto non è completo. Sono stati spesi milioni di euro per avviarlo...”.

Andrea Zafferani ha invece espresso stupore per ciò che, secondo un recente comunicato dell'Associazione Pro-Bimbi mai smentito, si starebbe profilando in Pediatria. Nel comunicato, afferma Zafferani, si dice che al primario Romeo, che è andato in pensione, non è stato chiesto di rimanere e in pediatria si delinea un rinnovamento. Uno scenario diverso quindi, secondo Zafferani, da quello illustrato dal Segretario Ciavatta. Per il consigliere di Rf inoltre, stando sempre al comunicato della “Pro-Bimbi” si starebbe procedendo alla nomina di un nuovo primario senza seguire le norme e le regole di trasparenza che in passato sono state una bandiera del movimento del Segretario alla Sanità. “Non è il Segretario di Stato – ha dichiarato Zafferani - che deve fare i colloqui. Non esiste in nessuna norma e invece dal comunicato sembra che i colloqui li abbia fatti la segreteria, con chi voleva. A livello istituzionale questo argomento non è mai stato minimamente affrontato. L'unica cosa che è stata detta è che il dirigente andava in pensione”.