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Riformato il sistema giudiziario

31 ott 2003
Riformato il sistema giudiziario
La seconda giornata di lavori parlamentari si è chiusa con l’esame delle norme per la raccolta e il trattamento delle acque reflue che istituisce una tassa ambientale sul ciclo delle acque, già contestata dal sindacato e criticata in aula da gran parte dell’opposizione. Con preceudra d’urgenza è stata inserita l’interpretazione autentica delle disposizioni in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, così i reati per i quali è prevista la pena di prigionia sono punibili a titolo di colpa salvo che sia espressamente richiesto il dolo.
Ma al centro dell'attenzione è stato il pacchetto di leggi di riforma dell’ordinamento giudiziario, approvato a larga maggioranza, dal quale è stato stralciato il trattamento retributivo dei magistrati per verificare la possibilità di svincolarlo dalla legge organica. Da tutte le forze politiche, ad eccezione dei popolari, sono arrivati giudizi di condivisione per la riforma e per la disponibilità dimostrata dal segretario di stato alla giustizia, Alberto Cecchetti.
La filosofia che sta alla base della riforma conduce alla piena ed effettiva indipendenza ed autonomia del potere giudiziario dagli altri poteri dello Stato: non esistono più i Commissari della Legge, ma il giudice ordinario di primo grado. Una nuova denominazione indicativa dell’attribuzione al giudice sammarinese della funzione piena e autonoma del potere giudiziario, non più su semplice commissione – da cui commissario – del potere legislativo.