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Scontro sulla giustizia. La maggioranza chiede procedura d'urgenza sul progetto di legge

Consiglio fiume. All'ordine del giorno anche la presa d'atto dei due giudici d'appello

di Monica Fabbri
11 feb 2020

In un Ufficio di Presidenza di quattro ore si consuma l'ennesimo scontro sulla giustizia. Era prevedibile dopo la dura presa di posizione di Rf sul Progetto di Legge del Governo. A Renzi si allinea Eva Guidi. Gli animi s'infiammano non solo su un provvedimento che non ritengono interpretazione autentica, ma anche sulla richiesta – avanzata dai capigruppo di maggioranza – di procedura d'urgenza. La definiscono “una forzatura inaudita”. “Non capiamo dove sia l'urgenza” - dice Renzi, che con la Guidi e Vladimiro Selva deposita subito dopo la richiesta di convocazione urgente della Commissione Affari di Giustizia.

Non piace neppure che nell'ordine del giorno del Consiglio quel progetto in prima lettura sia stato inserito al terzo comma, subito dopo la presa d'atto dei giudici d'appello. Per Denise Bronzetti la formulazione dell'ordine del giorno è invece coerente considerando la necessità della Reggenza di inserire la famosa presa d'atto. Non ci sono altre prime letture – spiega la Bronzetti – e quel pdl parla, così come il comma precedente, di giustizia. Riguardo alla procedura d'urgenza, si tratta – dice - di rispetto dei Capitani Reggenti, alla luce della convocazione del Consiglio Giudiziario Plenario che va nominato quando tutto è a posto, quindi dopo valutazioni e scelte degli organi istituzionali.
Sarà una seduta fiume. Il Consiglio si riunirà da lunedì a venerdì, e poi – la settimana successiva – il 27 e 28. In agenda, dopo i comma sulla Giustizia, decreti, nomine e istanze.
All'esame dell'Aula anche il riferimento sul Fondo Monetario e la proroga per la conclusione della commissione d'inchiesta su Cis e sistema bancario. Si chiede di far ripartire il cronometro da zero considerando che nei sei mesi concessi dalla legge ci sono state le elezioni e quindi la Commissione non è stata messa nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro. 


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