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Sostegno alla natalità: una sfida politica. Ecco le ricette dei partiti

L'analisi di un fenomeno complesso che richiede soluzioni diversificate tra incentivi, sostegni economici, accesso a servizi e una riflessione su modelli culturali e ruolo della famiglia

di Monica Fabbri
30 gen 2024

Il contrasto al calo delle nascite è diventato priorità della politica, non solo nostrana. Il crollo demografico costante negli ultimi dieci anni non riguarda solo San Marino ma anche Italia ed Europa. Non c'è quindi da stupirsi che trovi spazio nei programmi elettorali. Ma come invertire la rotta? Proprio ieri RF, in vista della conferenza programmatica di marzo, ha proposto asili nido gratis e incentivi per asili aziendali. Chiede di investire, dicendo no a interventi spot. Tema presente anche nella bozza programmatica del PSD, illustrata durante la sua convention. Nella scheda “famiglie forti, paese forte” si punta a un sistema di bonus natalità e detrazioni fiscali per famiglie con figli, supporto a lavoro e genitorialità, servizi sociali e incentivi alle aziende che assumono neomamme o donne in età fertile. Il sistema economico dovrà essere in grado di alimentare il welfare grazie a sviluppo, gestione oculata e riforme, facilitati dalle potenzialità del mercato europeo.

Per Matteo Ciacci di Libera la denatalità va combattuta attribuendo più diritti alla donna, difendendo dalla discriminazione le madri-lavoratrici. Tra le proposte: assegni familiari più alti, incentivi per part-time e smart working, congedi e revisione di asili nido. C'è poi chi, come il Partito Socialista, ritiene fondamentale rendere più appetibili le condizioni di vita a San Marino. Guarda al sistema pensionistico, ma anche ad aziende e sanità. “A frenare – spiega Erik Casali – è la paura del futuro”.

Ed è proprio la fiducia, per Domani Motus Liberi, la chiave di volta. Accelerando lo sviluppo: “Un Paese che funziona – dice Lorenzo Forcellini – invoglia a viverci e a crescerci figli”. Il problema è complesso e va affrontato a tutto tondo. Non solo sostegno economico – dice Daniela Giannoni di Rete - ma anche diritti, parità di genere sul lavoro, accesso ai servizi e alla prima casa, per permettere alle giovani coppie di essere indipendenti. Grazia Zafferani di Demos ricorda le battaglie con l'associazione Pro-Bimbi: “Fino a quando non verranno riformate le politiche familiari – avverte - sarà difficile risolvere il problema. Di sicuro non lo si fa aumentando l'assegno di 100 euro”.

Pesano carovita, spese per la scuola, affitti. “Le famiglie devono poter contare anche su uno stipendio adeguato e un'abitazione a costi accessibili, dice Denise Bronzetti di Alleanza Riformista. Ma la denatalità – aggiunge - ha a che fare anche con un tema di modelli culturali, dove la famiglia non è più al centro. Ne è convinto anche Mirko Dolcini, che spera in un cambio di paradigma, “dovremmo imparare – dice – dai nostri nonni, vedendo i figli non come una fonte di spesa ma una risorsa”. Per Francesco Mussoni del PDCS è un tema sociale complesso, che va analizzato. L'aspetto economico – spiega - è solo uno dei tanti fattori. Certo, occorre creare condizioni di vita favorevoli in un contesto in cui tutto - dalla spesa alla casa - è oneroso. Ma c'è anche il tema dei ruoli delle coppie “che hanno spostato – dice - gli obiettivi”.





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