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Spaccatura in casa Dc: mercoledì sera la prova finale

26 mag 2007
Pdcs
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Il clima in casa democristiana sembra proprio quello della rottura definitiva. I 4 consiglieri che hanno mosso forti contestazioni circa il percorso della costituente non sembrano per nulla intenzionati a rivedere le loro posizioni e rincarano invece la dose di critiche, accusando i vertici di non voler ricercare, nei fatti, quel dialogo che manifestano a parole. Lamentano una chiusura totale verso le questioni sollevate e non registrano le volontà per trovare un punto di mediazione.
Il Segretario, Pasquale Valentini, è impegnato per ricucire lo strappo ma le sue percentuali di successo sembrano scendere anziché salire nonostante i ripetuti colloqui.
Alla riunione del gruppo consigliare di giovedì sera l’aria era ed è rimasta molto tesa. Per il prossimo mercoledì si è deciso di riconvocare una nuova occasione di confronto ma le strade sembrano ormai segnate. Menicucci, Marcucci, Bartoletti e Nicola Selva paiono incamminati sulla strada del divorzio dal loro partito e destinati a ricollocarsi nelle scacchiere politico sammarinese, presumibilmente sempre nell’area del centro ma lontani da quella Dc nella quale dichiarano di non riconoscersi più. Stando alle indiscrezioni non sarebbero i soli, altri potrebbero rompere gli indugi e seguirli nella difficile scelta.
E’ amareggiato ma sereno il Segretario Pasquale Valentini: “tutto quello che abbiamo fatto fino ad ora – dichiara – è in linea con i deliberati e le osservazioni avanzate, con un senso di responsabilità e la volontà di ricercare l’unità del partito. Abbiamo presentato proposte per superare lo stallo verificatosi dopo la vicenda della direzione, cercato di evitare la logica della contrapposizione, ma, almeno finora, senza risultato. Questo balletto - aggiunge - non può continuare, ogni volta il punto sembra allontanarsi anziché avvicinarsi e questo rende impossibile trovare soluzioni”.
Momento difficile e delicato per l’ex partito di maggioranza relativa che potrebbe vedere ulteriormente ridimensionata la sua rappresentanza consigliare, che scenderebbe così a 13 consiglieri dai 21 con i quali aveva superato lo scoglio della consultazione elettorale.
Nulla è ancora certo ma leggendo gli indicatori tutto sembrerebbe andare in questa direzione. Il clima è teso e le opportunità di riconciliazione molto remote. Mercoledì sera la prova finale e poi si conosceranno gli sviluppi.