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Troppi arretrati: arrivano in Consiglio le relazioni sulla Giustizia

2 mar 2019
Le relazioniTroppi arretrati: arrivano in Consiglio le relazioni sulla Giustizia
Troppi arretrati: arrivano in Consiglio le relazioni sulla Giustizia - Il professor Ferroni depositò la relazione 2017 pochi giorni prima del decesso...
Nella prossima sessione del Consiglio Grande e Generale approderanno in aula le relazioni del magistrato dirigente sulla giustizia, settore particolarmente delicato che – come noto - è oggetto, da qualche tempo, di forti contrapposizioni politiche.

2015-2016-2017: agli atti dell'aula sono depositate le relazioni sulla giustizia riferite a tre anni, le prime due firmate da Valeria Pierfelici mentre quella sul 2017 reca la firma dal professor Lanfranco Ferroni che l'ha depositata il 7 settembre 2018, pochi giorni prima della sua scomparsa.
Il corposo documento fotografa l'attività del Tribunale, nelle sue molteplici articolazioni, evidenzia le criticità e propone alcuni suggerimenti. Tra le proposte, l'introduzione del processo telematico, un più efficace sistema di intercettazioni telefoniche, la depenalizzazione di alcuni reati, l'ampliamento della durata delle indagini penali. Tutti suggerimenti volti a contrastare l'annoso problema degli arretrati, identificato come una delle principali criticità del Tribunale. Dei 585 fascicoli aperti nel 2017, 451, a fine anno, risultavano ancora pendenti in istruttoria. Balza all'occhio inoltre che in capo ad un solo magistrato inquirente – che è anche quello a cui è stato assegnato nel triennio il più alto numero di fascicoli – risultino, a fine 2017, 545 procedimenti processualmente prescritti. Un problema comune ad altre giurisdizioni: basti dire che in Italia, per prescrizione, il 62% dei processi non arriva neppure in aula. Il professor Ferroni identificava quattro cause all'origine delle criticità riscontrate: la non equa distribuzione dei carichi di lavoro; l'eterogeneità dei settori assegnati ai giudici; l'incertezza della posizione lavorativa; la lentezza nell'approccio alle indagini. In riferimento a quest'ultimo aspetto il professor Ferroni indicava due opzioni: “o il magistrato in questione – si legge sulla relazione – decide di abbandonare le proprie modalità operative, sveltendo il modo di procedere o, laddove siano previste sanzioni, se ne faccia immediatamente applicazione”.

l.s.