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Sul voto estero ancora fumata grigia

17 nov 2003
Sul voto estero ancora fumata grigia
Al tavolo della possibile nuova maggioranza si continua a trattare. Anche se il tempo stringe e la data del 20 novembre incombe. E’ questo infatti il termine ultimo per la presentazione della finanziaria 2004. E prima della sua illustrazione, in vista del voto che dovrà arrivare il prossimo mese, la coalizione che la sosterra’ deve avere preso corpo. Il nodo resta quello del voto estero. All’ipotesi Dc della suddivisione in due collegi, uno per i residenti, l’altro per gli esteri, con la possibilità della ricaduta nei voti di lista dei cosiddetti resti, sono state sollevate perplessità; le più forti da Alleanza Popolare, che ha minacciato la rottura dei negoziati; più morbide le altre forze per le quali si può trovare un compromesso. Si cerca un punto di mediazione e come in tutte le trattative va in scena il balletto di un passo avanti e uno indietro, una concessione ed una rinuncia. Ma Ap dimostra di mantenere ancora qualche rigidità: “Sono pessimista – dichiara il coordinatore Roberto Giorgetti – non mi pare ci siano le condizioni per una soluzione, comunque – aggiunge – restiamo al tavolo del confronto e vedremo come andrà a finire”. Si, perché per domani pomeriggio le 5 forze si sono date un nuovo appuntamento, probabilmente l’ultimo. La strada dei due collegi resterebbe segnata, sui resti si deve trovare un accordo. La Dc sembrerebbe disposta al dialogo, e forse anche a rivedere parzialmente la sua impostazione. Del resto lo chiedono sia i socialisti che i democratici. Più dura la posizione di Rifondazione Comunista, molto vicina a quella di Ap. I toni del confronto comunque restano buoni. Il che dimostra che le aperture necessarie perché il dialogo prosegua ci sono, perché le possibilità di una intesa siano esplorate tutte fino in fondo. La soluzione a quanto pare, nell’uno e nell’altro caso, arriverà sul filo di lana, proprio alla vigilia dell’assemblea parlamentare del 20 novembre.