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Assestamento di Bilancio: CSDL pronta alla mobilitazione

Il Direttivo invoca equità e si appella alla magistratura affinché accerti le responsabilità penali e civili dei dissesti bancari.

di Monica Fabbri
5 giu 2020
Assestamento di Bilancio: CSDL pronta alla mobilitazione
Assestamento di Bilancio: CSDL pronta alla mobilitazione

“Di fronte al blitz sul bilancio di assestamento, pronti a iniziative di mobilitazione”. Csdl sul piede di guerra: “il paese – dice - deve ripartire dall’equità fiscale e sociale, tema del tutto assente dal dibattito politico”. Invoca parità di trattamento tra lavoratori di tutti i settori – pubblico e privato - e lancia un forte appello alla Magistratura affinché faccia giustizia rispetto ai responsabili dei dissesti bancari.

“La democrazia – attacca - non si sospende con la pandemia. Prima di creare nuovo debito per lo Stato, occorre coinvolgere e ricercare il consenso di parti sociali e cittadini, recuperando tutte le risorse possibili, anche con interventi sui patrimoni di chi ha ricevuto prestiti ingenti senza offrire garanzie.” La Csdl sta valutando iniziative di mobilitazione contro “il blitz che la maggioranza vuole portare avanti sul bilancio di assestamento”. Il Governo vuole approvarlo entro giugno, “nel frattempo il confronto tra le due letture – afferma il Direttivo - sarà solo di facciata”.

Teme le ricadute sul paese: “con 500 milioni in prodotti finanziari ad un tasso del 4%, lo Stato dovrà accollarsi un debito in interessi di 20 milioni all’anno”. Poi attacca chi, della maggioranza, millantava prima delle elezioni rapporti con l’Italia e altri paesi, dai quali sarebbero potute scaturire linee di credito: “evidentemente – accusa il Segretario Generale Giuliano Tamagnini - stava bluffando”.

Nel mirino del sindacato anche la mancanza di un progetto su come investire le risorse: “non sarebbe accettabile che venissero usate prevalentemente per coprire le enormi perdite del sistema bancario, per le quali si è formata la quasi totalità del debito dello Stato, che già oggi ammonta a un miliardo e quattrocento milioni”.

Infine, una proposta di patrimoniale che vada a tassare beni immobili e finanziari, escludendo cittadini comuni e beni primari come la prima casa. Fin dall'inizio della Pandemia Tamagnini rimarcava i tanti sacrifici richiesti solo a lavoratori e pensionati, “misure inique e parziali” quando dovrebbe essere l’equità – spiega - “l’asse sul quale il paese deve ripartire per risollevarsi dal colpo durissimo inferto dalla emergenza sanitaria”.