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Bolzaneto, l'Italia riconosce le proprie colpe: si trattò di maltrattamenti e torture

6 apr 2017
Bolzaneto, l'Italia riconosce le proprie colpe: si trattò di maltrattamenti e torture
Il governo italiano ha riconosciuto le proprie colpe nei confronti di sei persone per le violenze subite nella caserma di Bolzaneto il 21 e 22 luglio 2001, durante la riunione del G8 a Genova. Il summit era stato accompagnato da grandi proteste, cortei anche violenti e funestata, tra l’altro, dalla morte di Carlo Giuliani.

Di fronte alla Corte europea dei diritti umani, l’Italia si è riconosciuta colpevole nei confronti di sei dei 65 cittadini - tra italiani e stranieri - che avevano presentato ricorso: nei documenti si sostiene che lo Stato italiano ha violato il diritto a non essere sottoposti a maltrattamenti e tortura e si denuncia l’inefficacia dell’inchiesta penale sui fatti di Bolzaneto.

Con l’accordo, si legge nelle decisioni della Corte, il governo «si impegna a adottare tutte le misure necessarie a garantire in futuro il rispetto di quanto stabilito dalla Convenzione europea dei diritti umani, compreso l’obbligo di condurre un’indagine efficace e l’esistenza di sanzioni penali per punire i maltrattamenti e gli atti di tortura». Il governo italiano verserà quindi 45 mila euro a ciascuno dei sei cittadini per danni morali e materiali e spese processuali.

FM