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Rabbia e tensione tra gli architetti sammarinesi

17 dic 2008
Architetto
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La decisione di escluderli dall’albo di Rimini è stata accolta con rabbia e delusione. La situazione è delicata, quella che si gioca è una partita a scacchi e i professionisti del Titano non vogliono sbilanciarsi troppo fino a quando le cose non saranno più chiare.
Di certo gli iscritti sammarinesi all’Ordine di Rimini avvieranno un’azione legale di ricorso contro quanto deliberato. L’appuntamento con l’avvocato è stato fissato sabato mattina. Si lavora quindi su due fronti, quello legale e quello politico.
Martedì c’è stato l’incontro con il segretario agli Esteri, in serata l’ordine si è riunito in Assemblea Straordinaria. L’obiettivo è quello di definire una linea condivisa che garantisca reciprocità tra i rispettivi professionisti. La questione gira intorno alla necessità di stabilire in Italia un domicilio fiscale. Con l’Ordine di Rimini, del resto, i rapporti non sono facili. A San Marino viene contestato di non rispettare l’accordo di reciprocità.
La decisione di escludere gli architetti del Titano, e quindi di impedire loro di operare in Italia, è stata accolta con sorpresa, anche se da tempo se ne parlava. Ma con Rimini erano stati raggiunti accordi verbali, e si aspettava il nuovo governo per una risoluzione istituzionale.

Monica Fabbri

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