Logo San Marino RTV

Cristina Righi (Libera): “Liberare la Cultura ascoltando la Voce della Terra”

15 nov 2019
Cristina Righi (Libera): “Liberare la Cultura ascoltando la Voce della Terra”

Come già enunciato dalle precedenti pubblicazioni o meglio comunicati stampa, con questo quarto appuntamento si conclude la quadrilogia delle riflessioni proposte da Cristina Righi LIBERA San Marino con il testo a seguito dal titolo “ Liberare la Cultura ascoltando la Voce della Terra”. Perché solo dalla Terra e con la Terra è possibile ricostruire una cultura vera, una cultura non di parte ma dalla parte di tutti o meglio di tutte quelle persone che comprendono e che hanno saputo comprendere le infinite parole, consigli, aneddoti e felici pensieri che ogni giorno la Terra dona e rende omaggio a tutto il suo scibile, compreso l’uomo. Ma siamo certi che l’uomo detto evoluto, progredito, acculturato, informato, oggi distolto da messaggi stolti ed aride gesta, senza poesia, privi di gentilezza e di amorevole comprensione verso la madre Terra, sia veramente in grado di provvedere al buon sviluppo, a una buona accoglienza, una buona custodia, un buon e sano nutrimento verso queste umane presenze? Quale tipo di informazione e quali informatori possono inchiostrare le pagine dei libri, dei giornali, della carta stampata, dei tablets, delle facciate di architetture perse o rimaste in piedi per chissà quale buona sorte? Per l’appunto una sorta di cultura selvaggia, quasi primordiale dove al dipanarsi dei primi strafalcioni e alle insignificanti apparizioni di una specie di cultura spazzatura, non meglio qualificata, ritorna il messaggio mondiale: la globalizzazione di una economia circolante. Ora stando al messaggio che sentiamo in ogni angolo, appunto circolante, non riusciamo più a comprenderne il significato, il valore, il senso….si il senso di marcia per circolare. Per cui la cultura si è smarrita con l’uomo nella pletora delle infinite e inutili opere pubbliche, con la cultura dello spreco, sottesa dallo slogan: tanto paga lo Stato. Allora è lecito pensare che la cultura di un popolo è l’alimento che nutre uno Stato cioè il frutto sociale, da cui un buon frutto è il frutto di una economia circolare della pianta sana, questione che oggi più che mai non sembra essere presa a cuore più di tanto, tanto meno presa con cura,….come si diceva….con la cura del buon padre di famiglia. Senza dubbio un pensiero contenente le tre parole chiave e che sono il tripode di svolta e di rivolta culturale da attuare sono: la terra il lavoro dell’uomo la famiglia, con una quarta incognita….cioè la preghiera, quella che nel sano casolare colonico romagnolo veniva evidenziata come devozione e ammirazione affinchè tutto potesse procedere come auspicato, come preparato, come desiderato, come calcolato, come voluto ma come sofferto e patito per continuare un immenso patrimonio di lavoro svolto dai nostri avi, coloro che hanno combattuto, fatto poco o molto non importa ma hanno saputo parlare poco e bene. Già, l’Altro, quello che non è come noi, quello di cui non sappiamo nulla se non che Ha provveduto e provvede a donarci la vita, la terra e ogni buon ben di dio tranne che l’odio. Qui si conclude una mia prima presa di coscienza, questa quadrilogia rivolta ai miei cari concittadini, quelli contadini che dal contado hanno pian piano accerchiato le mura delle città portando dei buoni cibi prodotti della terra e soprattutto la loro vera cultura…..quella che proviene dalla agricoltura, dall’agroflorovivaismo e dal mondo dei vegetali. Buon lavoro a tutti noi.

Comunicato stampa Cristina Righi (LIBERA San Marino)