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Europei Under 16, division C: intervista a Coach Rossini

9 lug 2018
Europei Under 16, division C: intervista a Coach Rossini
L’eco dell’impresa è ancora bello forte anche il giorno dopo, che in questi Europei Under 16 Division C vuol dire lunedì di pausa. Pausa prima di una nuova tempesta, prima delle partite che designeranno la classifica finale, dal 1° al 10° posto. La nostra Nazionale, battendo di 18 l’Albania, si è qualificata per le semifinali di prestigio, quelle che andranno a definire prima, seconda, terza e quarta classifica della competizione.
“Anche il giorno dopo la vittoria sull’Albania le emozioni sono forti, intense – commenta coach Stefano Rossini -. Quello che è successo va al di fuori dell’ordinario, non capita tutti i giorni. Qualcosa che si può vivere solo buttando il cuore oltre l’ostacolo, non arrendendosi mai e vivendo tutta la partita con grandissima determinazione”
È sembrato un gruppo nel senso più pieno del termine, quello di ieri sera…
“Questi sono ragazzi che hanno un vissuto comune, un passato giocando insieme da quando erano più piccoli. Si fidano l’uno dell’altro, si danno manforte e si butterebbero nel fuoco per un loro compagno in difficoltà. Questa, per un allenatore, è una leva importantissima. Sapere di poter contare su un gruppo di amici che hanno un obiettivo comune è fondamentale”
Anche tecnicamente la squadra si è espressa alla grande…
“Il piano partita in attacco era pressoché identico a quello con la Moldova. Entrambe tengono un lungo a ‘zonare’ a centro area a protezione del ferro e gli altri sono accoppiati a uomo. Come con la Moldova abbiamo attaccato bene. Buone letture con l’Albania, abbiamo portato avanti quanto fatto con la Moldova ma meglio. Mentalmente non abbiamo mollato mai e nei momenti di difficoltà abbiamo sempre tenuto duro reggendo l’urto. Poi, nel momento clou, siamo esplosi e abbiamo superato lo scarto qualificazione proprio nei minuti finali mettendoli spalle al muro”
Ora c’è il Galles in semifinale…
“La gara con l’Albania ha generato grande entusiasmo e l’errore che adesso non dobbiamo fare è quello di sederci. Dobbiamo cavalcare quest’onda, perché c’è ancora tanto da ballare. Se dovessimo ballare come sappiamo, allora chissà…”