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Giuliano Tamagnini (Segretario Generale CSdL): "Dalla qualità della scuola passa il futuro delle giovani generazioni"

21 set 2018
Giuliano Tamagnini
Giuliano Tamagnini
RSM 21 settembre 2018 - Siamo a dir poco sconcertati per le dichiarazioni rilasciate nell'aula consiliare dal Segretario per l'Istruzione Marco Podeschi nel dibattito sul tanto contestato Decreto scuola. Intanto ricordiamo al Segretario di Stato che è la CSdL, e non la CSU (che è la sigla unitaria), che si appresta ad andare a Congresso. E a proposito della sua battuta sul fatto che la CSdL, con la mobilitazione del corpo docente, abbia "scaldato i motori", sono stati i contenuti del suo decreto ad aver provocato la massiccia reazione degli insegnanti e anche delle stesse famiglie degli studenti, le quali peraltro si sono mobilitate autonomamente organizzando una raccolta di firme contro questo provvedimento.

Un decreto che è stato costruito senza minimamente tenere conto delle posizioni, delle proposte e dell'esperienza degli insegnanti, che in tutti gli incontri svolti assieme al sindacato hanno cercato di portare il loro contributo per modificare sostanzialmente il decreto; contributo che è stato del tutto ignorato dal Segretario di Stato.

Anche questa vicenda dimostra chiaramente che ci troviamo di fronte ad un Governo che non accetta il confronto con nessuno, anche se continua a prodigarsi continuamente per convocare incontri su incontri con le parti sociali, che finiscono però per essere delle semplici comunicazioni su ciò che lo stesso Esecutivo ha già deciso!

Il Governo si metta pure il cuore in pace: il motore della CSdL è sempre caldo quando si tratta di difendere i diritti dei cittadini e di tutelare i livelli di stato sociale, ad iniziare dalla scuola pubblica - che è presidio democratico per eccellenza - la cui offerta formativa viene fortemente peggiorata dal Decreto che porta la firma del Segretario Podeschi.

Senza precedenti è stata la partecipazione allo sciopero degli insegnanti, che hanno incrociato le braccia in massa non per ragioni economiche, ma per il senso di responsabilità con cui affrontano il loro impegno quotidiano con gli alunni. Uno sciopero per ribadire con forza che ogni intervento che si voglia fare sulla scuola deve essere condiviso da tutto il corpo docente e non imposto.

Il futuro delle giovani generazioni passa necessariamente dalla scuola e dalla qualità della sua offerta formativa. Abbassare il livello dell'insegnamento significa offrire minori opportunità ai giovani per costruirsi il loro futuro nella società e nel mondo del lavoro. E questa è una prospettiva che non possiamo assolutamente accettare; pertanto continueremo a batterci per una scuola di qualità, che sappia offrire ai ragazzi gli strumenti didattici più efficaci e completi per la loro formazione e crescita personale.