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L'ambasciatore Girelli dona maiolica di Urbania alla Turchia

6 gen 2024
L'ambasciatore Girelli dona maiolica di Urbania alla Turchia

Viene da Urbania la maiolica per il centenario della fondazione della Repubblica di Turchia della quale l’ambasciatore Giorgio Girelli ha fatto dono ad Ankara nel quadro delle ottime relazioni che intercorrono tra la Repubblica di San Marino e la patria di Ataturk. Si rammentano ad esempio le mascherine donate dal governo turco a San Marino quando durante la pandemia era assai difficile rinvenirle. O, recentemente, la fornitura ad una rilevante azienda sammarinese che fabbrica ceramiche ad uso industriale, di una speciale argilla dalla Turchia dopo la chiusura, a causa della guerra, del mercato ucraino di analogo prodotto. L’effige dello statista turco ed il mausoleo eretto in suo onore sono al centro dell’opera realizzata, su impianto predisposto dallo stesso ambasciatore Girelli, dal ceramista durantino Silvio Biagini. “Ataturk” ("Padre dei Turchi"), cognome a lui assegnato dal Parlamento della Repubblica, in 15 anni di governo approvò riforme che cambiarono radicalmente e per sempre il Paese. Diede il diritto di voto alle donne, introdusse l'alfabeto latino in sostituzione dei caratteri ottomani, incoraggiò la popolazione a vestirsi seguendo uno stile moderno e occidentale. Adottò pure il calendario gregoriano e un orologio in linea con gli standard europei. Abolì il diritto canonico islamico e promosse la laicizzazione dello Stato. Biagini ed altri suoi colleghi  cercano di mantenere viva  l'arte dell'antica Casteldurante. E in coerenza con questo intento il comune di Urbania ha promosso un corso per “maestro ceramista”. L’iniziativa avviene in coincidenza con le manifestazioni, nel corso di quest’anno, per il mezzo millennio dalla nascita ( 1524) dell’architetto e ceramista durantino Cipriano Piccolpasso. Questi è celebre soprattutto per “ I tre libri dell’arte del vasajo”, trattato manoscritto intorno all’arte della maiolica approdato al Victoria and Albert Museum di Londra, nella cui Biblioteca tuttora si conserva (ms. MSL.1861.7446).Una stampa dell’opera venne effettuata anche a Pesaro nel 1879, a cura di Giuliano Vanzolini.





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