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Roger Zavoli (RF) su accordo con l'UE

4 ago 2019
Roger Zavoli (RF) su accordo con l'UE

Nonostante le difficoltà che la nostra Repubblica sta vivendo, ritengo che il percorso di associazione con l’Unione Europea sia un passaggio fondamentale e cruciale per la ripresa e il rilancio del nostro paese. Non vi è dubbio che questo accordo, costituisce un passo storico per San Marino, che andrà a toccare aspetti fondamentali per il futuro di noi cittadini. Saggiamente la politica, già dal 2015, ha intrapreso l’unica opzione possibile per la nostra realtà suggerita, tra l’altro, dall’Unione europea stessa, ovvero l’Accordo di associazione. Bisogna essere consapevoli che il mondo sta cambiando molto velocemente in ogni settore. C’è una situazione economica internazionale meno favorevole rispetto a un tempo. Ci sono tensioni, commerciali tra Cina e Usa, le due maggiori potenze industriali al mondo. Ci sono diversi fattori esogeni che vanno a pesare sulla prospettiva della crescita globale. Ci si illude clamorosamente, quando si pensa che il nostro Paese possa camminare da solo all’interno di un mercato globale così pieno di insidie e di incognite. San Marino è parte integrante del contesto europeo ed il percorso di Associazione rappresenta la naturale strada per allargare i nostri orizzonti sociali, culturali ed economici. Sono convinto della necessità di rimanere ancorati ad un’Europa che rappresenta certamente una sfida ma al tempo stesso un’assicurazione sul futuro, rifuggendo dalla tentazione di renderla o trattarla da avversaria. L’Europa non è certamente il regno di Bengodi, ma neppure la causa di tutti i mali. Il nostro Paese è in ritardo per quanto riguarda il cambiamento tecnologico e l’apertura ai mercati internazionali; ritardo che dobbiamo colmare nel più breve tempo possibile, definendo nuovi vantaggi competitivi nel rispetto delle regole internazionali. Dobbiamo affrontare gli squilibri dei conti pubblici, la spinta all’innovazione, e agire velocemente nell’impiego delle nuove tecnologie. L’Europa ci aiuterà a risolvere le nostre carenze strutturali e la nostra delegazione sta lavorando appunto su tanti settori che comprendono le politiche energetiche, le telecomunicazioni, i servizi postali, i documenti di soggiorno, lo stabilimento delle persone, oltre che il dialogo serrato per risolvere lo spinoso nodo per i nostri operatori economici, cioè il T2. L’Italia è il nostro principale partner nelle trattative in atto e il rapporto di collaborazione politica, diplomatica e tecnica è continuo e proficuo; si smentisce quindi chi dice che l’Italia non ci appoggia nel percorso di associazione. L’accesso al sistema di “passporting” dell’UE, inoltre, permetterebbe alle nostre banche e ai nostri servizi finanziari di operare anche sul suolo europeo, mentre la possibilità di accedere alla liquidità dell’Eurosistema favorirebbe la stabilità e la fiducia necessarie all’interno del nostro sistema bancario nazionale. In aggiunta ci sono vantaggi nell’ambito della ricerca, dell’ambiente e dell’istruzione, ovvero in tutti quei settori in cui l’Unione europea è attiva con programmi di collaborazione internazionale. ​ Benefici e vantaggi che possono tuttavia coniugarsi col nostro paese salvaguardando la nostra cultura, le tradizioni e i valori specifici di San Marino e preservandone il tessuto politico, socioeconomico, culturale e identitario. Occorre evidenziare, infatti, che tale Accordo, permetterebbe l’integrazione di San Marino al mercato unico senza rinunciare alle sue specificità, proprio grazie a quegli adattamenti particolari che l’Unione europea riconosce alle realtà territoriali ridotte, come la nostra. Ciò è possibile grazie alle clausole di salvaguardia finalizzate a regolamentare alcuni aspetti sensibili per San Marino, le cosiddette “linee rosse”, in particolare riguardo alla libertà di stabilimento, alla libera circolazione dei lavoratori e la libera prestazioni dei servizi. È bene ribadire che gli stessi negoziati sono doverosamente vincolati da opportuni obblighi di riservatezza, che è altra cosa rispetto alla segretezza, proprio per non divulgare posizioni negoziali relative ad altri paesi coinvolti nel negoziato stesso, ovvero al Principato di Andorra e al Principato di Monaco. Occorre accettare, dunque, la sfida di approfondire nuovi percorsi di collaborazione e cooperazione e di trascendere i limiti e paure per trovare potenzialità e opportunità che fino ad ora non potevamo nemmeno immaginare. Sono persuaso dell’idea che il nostro paese potrà ripartire ed essere più forte. Penso che il nostro Paese, ora abbia la capacità culturale e politica di fare finalmente il salto di qualità per poter crescere, fare progressi e cavalcare onde che da solo sarà sempre più difficile cavalcare, per non cadere nel magma indefinito di una globalizzazione solo subita.

Roger Zavoli