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Usl, Legge Rappresentatività: concluso il ciclo di incontri con le forze politiche

3 ago 2015
Usl, Legge Rappresentatività: concluso il ciclo di incontri con le forze politiche
Usl, Legge Rappresentatività: concluso il ciclo di incontri con le forze politiche
Si è concluso il ciclo di incontri che USL ha avviato già da tempo con tutte le forze politiche della Repubblica, inclusi i Consiglieri indipendenti, per discutere delle numerose criticità della bozza di legge sulla rappresentatività.
Una normativa di cui, obiettivamente, non se ne vede l’urgenza visti gli ultimi recenti dati sulla disoccupazione in costante aumento, senza considerare le recenti chiusure di attività importanti e il conseguente licenziamento di diverse decine di lavoratrici e lavoratori.
Riteniamo che la priorità vada data a una riforma del mercato del lavoro che sappia rilanciare l’occupazione e lo sviluppo, non certo a un progetto di legge che pone restrizioni alla libertà d’iscrizione e vuole imporre a tutti i lavoratori di pagare di più.
E’ infatti inaccettabile che, in un momento di crisi come quello attuale, si imponga per legge una doppia contribuzione obbligatoria per usufruire dell’assistenza e dei servizi sindacali, dato che la maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori versano già il contributo dello 0,40%.
Non si tratta di mistificare la realtà per sottrarsi alla discussione sul tema della rappresentatività, dato che siamo favorevolissimi alla certificazione degli iscritti per tutte le parti in causa, ma di una giusta battaglia per correggere una legge che, tra l’altro, declassa da iscritti a non iscritti i disoccupati e chi è in cerca di lavoro, spesso i primi soggetti ad aver bisogno del sindacato.
Temi espressi anche in un incontro tenutosi con i Capitani Reggenti e condivisi da quasi tutte le forze politiche.
Pertanto USL chiede espressamente alla Segreteria di Stato per il Lavoro di non presentare tale progetto di legge, evitando così anche imbarazzanti contraddizioni nelle opportune sedi sovranazionali, dato che tale normativa si porrebbe in contrasto con diverse normative europee e internazionali ratificate dalla Repubblica di San Marino.