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USL - Revisione della spesa pubblica: No al taglio di un'ora e perplessità su parte dei contenuti

21 giu 2018
USL - Revisione della spesa pubblica: No al taglio di un'ora e perplessità su parte dei contenuti
Si è tenuto giovedì 21 giugno un incontro tra Delegazione di Governo e Organizzazioni Sindacali in materia di revisione della spesa pubblica.
Nell’incontro si è discusso relativamente alle diverse proposte di intervento presentate dall’Esecutivo sulle quali occorrerà necessariamente attendere ulteriori incontri prima di poter esporre posizioni definitive in merito.
Innanzitutto si può osservare come prima di fare tagli occorra implementare le attività di controllo, quelle di recupero dei crediti maturati dallo Stato nonché mettere in campo una vera equità fiscale con un analitico accertamento dei redditi e concrete proposte di sviluppo.
Ribadiamo nuovamente come la Pubblica Amministrazione ha fatto e sta continuando a “fare la sua parte”: i mancati rinnovi contrattuali a costo “0”, il taglio delle indennità, degli straordinari, la ritenuta di solidarietà e le mancate sostituzioni stanno portando i servizi al collasso; tagliare ancora il numero del personale significherebbe mettere ulteriormente in ginocchio i servizi.
Ecco perché la proposta del Governo di intervenire sul costo del lavoro riducendo di un’ora l’orario settimanale si traduce in un taglio lineare e per la FPI USL non è ammissibile: sia perché mantenere i servizi efficienti riducendo l’orario risulta, se non impossibile, sicuramente complesso sia perché i diversi interventi hanno ridotto, negli anni, ben il 10% del potere d’acquisto dei salari.
Serie valutazioni dovranno essere fatte sul tema delle esternalizzazioni e degli appalti pubblici in quanto se tali interventi sono stati posti in essere con l’intenzione di diminuire la spesa pubblica spesso, nei fatti, si sono rivelati molto più onerosi per lo Stato rispetto alla gestione diretta del servizio. Altrettanta attenzione occorrerà rivolgere rispetto agli accorpamenti, in quanto andrà accuratamente valutato l’impatto di tali interventi, sia in termini qualitativi che quantitativi e andranno necessariamente coinvolti i lavoratori.
Il Segretario FPI Giorgia Giacomini commenta: “agire esclusivamente sulle voci di costo, snellendo l’Amministrazione, comporterà nel lungo periodo, sicuramente, un’ulteriore contrazione dell’economia portando a risultati inversamente proporzionali rispetto a quelli sperati”.
Al contrario “la strada da intraprendere sarà quella di investire maggiormente sulla informatizzazione e la formazione del personale puntando su chi dimostra e mette in campo le proprie competenze ed il proprio impegno nello svolgimento dell’attività identificando anche riconoscimenti legati al merito“.

Comunicato stampa
La Federazione Pubblico Impiego USL