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Usot lamenta la mancanza di provvedimenti sul turismo

7 giu 2020
Usot lamenta la mancanza di provvedimenti sul turismo

Il Direttivo USOT esprime la fortissima preoccupazione per le aziende del Settore Turistico dovuta all’evidente mancanza di provvedimenti sostanziali ed efficaci, nei vari Decreti che si sono succeduti in questi mesi, a sostegno delle nostre attività. È ormai palese come non sia colta, da parte della Politica, la drammaticità che sta vivendo l’industria alberghiera, della ristorazione ed in generale tutta la filiera turistica. Se si chiede alle imprese di fare il proprio lavoro (producendo economia e favorendo i consumi, al fine di aiutare soprattutto le casse dello Stato ormai vuote) a maggior ragione è fondamentale creare le giuste condizioni affinché le stesse possano farlo al meglio delle proprie possibilità. Purtroppo, un aspetto fino a questo momento poco considerato è stato il capire se, dopo il fermo imposto dalla Legge, le imprese, piccole o grandi che siano, riusciranno a reggere l’urto della ripartenza. Le imprese del nostro Settore sono state colpite improvvisamente non tanto e non solo da una violentissima crisi di liquidità quanto, piuttosto, da una gravissima crisi che ha spazzato via interi settori della domanda. Tutto quello che è accaduto ha stravolto non solo le esigenze di cassa delle aziende, ma ha profondamente sconvolto la loro stessa struttura interna, il loro stesso posizionamento sul mercato. Se la domanda crolla, l’imprenditore avrà serie difficoltà a sopportarne l’impatto e stare sul mercato in termini competitivi. Le regole di distanziamento sociale sono incompatibili col consumo della maggior parte dei beni e servizi offerti dalle attività del nostro Settore. Le attività del settore, in questi mesi di chiusura, hanno subito un calo del fatturato che si aggira, mediamente, attorno al 70% e se consideriamo le sole attività del Centro Storico la percentuale di alza al di sopra del 90%. Tuttavia, l'entità dell'impatto lo si potrà valutare solamente dal modo in cui evolverà la situazione nei prossimi mesi ed il futuro che possiamo intravedere oggi è a tinte decisamente fosche. Siamo molto preoccupati, inoltre, per le recenti decisioni del Governo che sembrano voler ancor più isolare il nostro Paese rispetto ad un contesto europeo che mai come in questo momento avrebbe potuto sostenerci ed aiutarci anche nell’ormai affannosa ricerca di un finanziamento a condizioni sostenibili. Abbiamo (o forse avevamo) intrapreso il percorso per un accordo di associazione con l’Unione Europea che si sarebbe dovuto chiudere nel 2020 e che avrebbe consentito al nostro Paese di avere, finalmente, “diritti rilevanti” oltre agli obblighi pesanti che già sosteniamo come l’accordo sulla cooperazione doganale e la convenzione monetaria. Un accordo che avrebbe aperto le porte alla Repubblica di San Marino del Mercato Unico Europeo ed alle sue quattro libertà fondamentali. È evidente a tutti come questo possa riservare nuove opportunità ai cittadini, ai lavoratori, alle imprese ed ai consumatori, contribuendo a creare occupazione e crescita. Per questo motivo siamo assolutamente contrari a quelle operazioni che non migliorano l’efficienza, che riducono l’innovazione e che possono sfociare in aumenti dei prezzi e peggiorare il benessere del consumatore. Al necessario rigore verso le imprese si deve affiancare un analogo rigore nel controllo di quelle forme di sussidi pubblici che falsano la concorrenza. Si devono tutelare i consumatori e si devono mantenere condizioni di concorrenza nei mercati, difendendo i consumatori e in definitiva le st esse imprese, da monopoli ed abusi, privati o pubblici che siano. Dobbiamo puntare a obiettivi che siano di crescita complessiva e la crescita complessiva non si ottiene facendo preferenze che chiudono porte ed il protezionismo, che potrebbe deprimere le aspettative e frenare gli investimenti, non è la risposta alla crisi economica. Sono politiche del passato, miopi ed incoerenti, per le quali non deve esserci spazio nel futuro. È il momento di dimostrare, nei fatti e non più solo a parole, che si vuol realmente valorizzare il Turismo ed iniziare a creare tutti quei presupposti, che da anni richiediamo, indispensabili per renderci un’industria cardine per lo sviluppo economico e sociale del territorio.