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Infortunio sul lavoro: pena "mite" per i vertici dell'Alluminio Sammarinese

Condannati a 2.000 euro di multa, pena sospesa, Claudia Casolari, Stefano Ceccato e Manuela Zafferani. Esclusa, dal Commissario della Legge, la colpa grave

9 mag 2019
Infortunio sul lavoro: pena "mite" per i vertici dell'Alluminio Sammarinese
Infortunio sul lavoro: pena "mite" per i vertici dell'Alluminio Sammarinese

“Gli amministratori dell'azienda hanno sempre fatto il possibile per garantire la sicurezza”. Così il difensore dei vertici dell'Alluminio Sammarinese, al termine dell'arringa. Ma il Giudice Battaglino li ha comunque ritenuti responsabili penalmente dell'accaduto, pur escludendo la colpa grave. Mite, allora, la condanna: 2.000 euro di multa, pena sospesa, per la Presidente del CDA Claudia Casolari, il Consigliere Delegato – e già Presidente dell'ANIS – Stefano Ceccato, e la consigliere Manuela Zafferani. Decisa anche la liquidazione del risarcimento in sede civile, anche se le parti sarebbero ormai vicinissime ad un accordo. Riconosciuta, comunque, una provvisionale di 50.000 euro al dipendente che, nel luglio del 2016, riportò gravi lesioni – tra le quali una ferita penetrante all'emitorace destro – nel tentativo di riposizionare un profilato caduto dalla rulliera. A quanto pare era convinto di aver premuto i due pulsanti di blocco del macchinario, ma in realtà ne avrebbe azionato solo uno. Assolti “per non aver commesso il fatto”, invece – come richiesto dallo stesso Procuratore del Fisco, che ha citato specifici precedenti giurisprudenziali -, il capoturno ed il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dell'azienda. “Lo Stato – ha detto la Difesa di quest'ultimo – non deve solo punire, ma ha il dovere di prevenire. Questo disgraziato infortunio non era umanamente prevedibile”. In giornata anche una nuova udienza del processo che vede come imputati i riminesi Giorgio Giordani e Werter Martinini, oltre a 4 società sammarinesi del gruppo “Major”, a loro riconducibili. Nel rinvio a giudizio si parlava di un certo numero di auto di lusso che, all'epoca, sembravano sparite nel nulla. Al momento si procede per truffa, emissione di assegno a vuoto e calunnia. Sentiti, in mattinata, 4 dipendenti di società facenti parte del gruppo. Quando Giordani era assente – è stato detto – certe volte lasciava fogli in bianco con la sua firma, che sarebbero stati poi utilizzati per dichiarazioni di vendita. In altre occasioni sarebbero stati alcuni dipendenti a firmare per lui documenti, come contratti di noleggio. Ma in questi casi – è stato riferito da una teste – Giordani veniva comunque previamente informato. Di oggi, infine, la notizia del rinvio a giudizio di un 46enne residente a Falciano. Quale responsabile dello Sportello Patenti presso l'Ufficio Registro Automezzi, si sarebbe appropriato di parte degli incassi giornalieri. La cifra contestata è di poco più di 1.000 euro. Il processo inizierà l'11 giugno.