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Seas: dissequestro del parco eolico di Isola Capo Rizzuto

30 ott 2012
Seas: dissequestro del parco eolico di Isola Capo Rizzuto
Il Tribunale di Catanzaro ha disposto il dissequestro del Parco eolico di Isola di Capo Rizzuto di cui la sammarinese SEAS s.r.l – facente capo a Maximiliano Gobbi - detiene una quota di minoranza. “Fin dal 2008 – scrive Gobbi in una nota diffusa alla stampa - siamo stati oggetto di indagini a cui non ci siamo sottratti". Gli inquirenti ipotizzavano che la Seas fosse utilizzata dalla famiglia ndranghetista Arena. Ipotesi che ora è caduta. "Usciamo da questa vicenda sani e solidi e motivati a continuare nel progetto che può avere ricadute benefiche anche sulla Repubblica di San Marino di cui noi ci sentiamo parte sana”.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente dallo studio dell'Avvocato Alessandro Petrillo:
Con Provvedimento in data odierna il Tribunale di Catanzaro ha disposto il dissequestro del Parco eolico denominato Wind Farm ICR di Isola di Capo Rizzuto di cui SEAS s.r.l. detiene una quota di minoranza.
SEAS s.r.l., Società di diritto sammarinese, la cui titolarità è riconducibile alla famiglia Gobbi in persona dell’Amministratore Unico Gobbi Maximiliano, non solo è socia di Vent1 Capo Rizzuto s.r.l. ovvero della Società che detiene la proprietà del Parco, ma, dell’ambizioso progetto industriale è stata fattiva collaboratrice fin dalla fase realizzativa.
SEAS s.r.l. ha partecipato direttamente alla realizzazione, terminata nel 2009 con l’allaccio in rete.
Fin dal 2008 siamo stati oggetto di indagini, a cui non ci siamo sottratti, manifestando, fin dal primo momento la massima disponibilità e collaborazione affinché fosse rimosso il sospetto che la Società Vent1 Capo Rizzuto s.r.l. potesse esser partecipata in maniera occulta da persone di dubbia moralità o addirittura legate alla criminalità organizzata calabrese.
Abbiamo sempre respinto con sdegno i sospetti degli inquirenti e le insinuazioni di taluni organi di informazione nonché di “certi giornalisti specializzati”.
Ciò nonostante la Procura della Repubblica di Catanzaro ha ritenuto, nel Luglio 2012 di dar corso al sequestro del Parco eolico e di tutte le attività ad esso connesse.
Sono stati per noi mesi terribili trascorsi nell’angoscia e nel timore di perdere tutto quanto è stato costruito con tanti sacrifici e tanta passione.
Il danno arrecatoci, sia sotto profilo economico, sia sotto profilo morale è enorme e difficilmente quantificabile.
Usciamo però da questa vicenda ancora sani e solidi e soprattutto motivati a continuare nel progetto che, siamo persuasi, per la sua importanza e per la sua rilevanza economica possa avere ricadute benefiche anche sulla Repubblica di San Marino di cui noi ci sentiamo parte sana.
Siamo orgogliosi infatti di poter affermare che a San Marino esiste un’imprenditoria sana che, nonostante tutti i problemi legati alla situazione economica internazionale ed alla situazione interna della nostra Repubblica, troppe volte miope e subalterna, riesce a lavorare e produrre.
Finalmente oggi è stata, da parte del Tribunale di Catanzaro, appurata la nostra totale estraneità ai fatti contestati, sia in ordine ad una nostra contiguità alla cosca Arena, sia ad una totale assenza di capitali provenienti da chissà quale attività malavitosa e soprattutto in ordine a qualsiasi attività che non rientrasse nell’ordine di una sana attività economica, e ciò benché essa sia stata realizzata in Calabria.
Perché questo è il punto nodale. Se la stessa fosse stata realizzata in qualsiasi regione del centro nord Italia, essa sarebbe stata portata come esempio dell’imprenditoria sammarinese al di fuori del confine.
Basti pensare che Vent1 Capo Rizzuto s.r.l. produce energia rinnovabile ogni anno in misura equivalente al fabbisogno di tutta la Repubblica di San Marino, considerando i consumi della Pubblica Amministrazione, il compendio produttivo e quello residenziale.
Tuttavia in questi anni non si è mai dato credito a quello che SEAS ha contribuito a realizzare, ma si è a tutti i costi ricercato il “possibile” marcio solo perché l’opera è stata realizzata in territori scomodi.
SEAS oggi ha dimostrato di poter operare correttamente anche in regioni difficili e di averlo fatto con comportamenti leciti e di assoluta trasparenza.
Nondimeno, ciò è confermato da ben tre rogatorie correttamente evase dal Tribunale di San Marino che hanno fatto chiarezza in ordine alla naturale destinazione dell’impegno finanziario volto alla realizzazione di un’opera che per Legge è di pubblica utilità e che produce altre 250 milioni di kilowattora di energia pulita all’anno.

SEAS s.r.l.
l’Amministratore Unico
GOBBI Maximiliano