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Fiere: Italian Exhibition Group si quoterà in Borsa

25 lug 2018
Italian Exhibition Group
Italian Exhibition Group
Nel prossimo autunno Italian Exhibition Group, società nata dall'aggregazione dei quartieri fieristici di Rimini e Vicenza, sarà quotata in Borsa. Gli obiettivi: dimezzare il debito attuale contratto per la realizzazione del Palacongressi, sostenere il piano industriale di ampliamento dei due quartieri fieristici e internazionalizzazione dell'attività.

Il 3 agosto l'assemblea straordinaria dei soci sarà chiamata a deliberare l'operazione. intanto sono i soci pubblici a dare l'ok, a partire dal Comune, con il via libera ieri a maggioranza in commissione in attesa del passaggio in Consiglio comunale. "In autunno collocheremo almeno il 35% del valore della capitalizzazione", spiega l'assessore al Bilancio del Comune di Rimini, Gian Luca Brasini.

Rimini Congressi - i cui soci sono Rimini Holding, la 'cassaforte' del Comune, Camera di Commercio e Provincia - detiene oggi il 65% di Ieg; al termine dell'operazione potrà scendere fino al 40,2% ma adottando misure per dare "le garanzie opportune ai soci riminesi". Vicenza Holding, che detiene il 19% di quote, potrebbe vendere fino al 2%. Il collocamento sarà sul segmento Star di Mta e prevederà una serie di modifiche statutarie, per conformarsi ai criteri Consob e per tutelare la ricaduta territoriale delle principali manifestazioni.

Il collocamento sarà fatto con un'offerta pubblica di sottoscrizione, che pesa per il 65%, per allargare la base sociale a nuovi capitali, e un'offerta pubblica di vendita. Per garantire il controllo pubblico per i primi tre anni, spiega l'assessore Brasini, si farà ricorso al voto maggiorato: anche se scendesse al 40% di quote Rimini Congressi peserà per il 50,5 per cento.

Dei 75 milioni stimati al ribasso dell'operazione, parte andrà ai privati che venderanno le azioni - dice il presidente di Rimini Congressi, Mario Gabellini - parte a Ieg, tra 40 e 50 milioni, parte a Rimini Congressi, 19-20 milioni al netto dei costi, somma con la quale si ridurrà il debito con Unicredit per la costruzione del Palas. In sostanza, dai 46,5 iniziali, ora 35, si scenderà a 16-18, poi il debito sarà rinegoziato. Dall'opposizione dubbi sul "rischio di perdere la governance".

(ANSA)