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Fondi Previdenziali: la CSU scrive ai gruppi consiliari per fermare la proposta di unificazione

16 set 2007
Lino Cenci - Passeggiando
Lino Cenci - Passeggiando
Un secco no dalle confederazioni sindacali all’istanza d’arengo sull’unificazione di tutti i fondi pensione e che chiede uniformità per le aliquote contributive, fiscali e per gli ammortizzatori sociali. Alla vigilia della seduta consiliare i segretari generali, Giovanni Ghiotti e Marco Beccari scrivono a tutti i gruppi consiliari per chiedere di bocciare la proposta e invece rilanciare l’iniziativa politica per il completamento della riforma previdenziale.
“Quella che si vuole modificare è una legislazione pensionistica – scrivono nella missiva – frutto di dure battaglie da parte dei lavoratori e la richiesta dell’istanza è contraria al buon senso: quelli di artigiani, commercianti e lavoratori autonomi sono fondi in passivo e i costi dell’operazione andrebbero a scapito dei lavoratori dipendenti, che dovrebbero così provvedere alle pensioni dei loro datori di lavoro”.
Medesimo ragionamento per la richiesta di uniformare le aliquote: “I lavoratori dipendenti – scrivono i segretari generali – versano sulla base di un reddito certo, non così i lavoratori autonomi. L’istanza d’arengo finirebbe così per favorire un gruppo di cittadini – commercianti e artigiani - contro altri – i dipendenti - unici proprietari del fondo pensionistico che si vorrebbe socializzare.”