
Colpo di scena nella vicenda del comandante libico, accusato di torture, abusi e omicidi sui migranti all'interno del carcere-lager di Mitiga: il procuratore della Repubblica Francesco Lovoi ha mandato un avviso di garanzia alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ai ministri dell'Interno e della Giustizia Piantedosi e Nordio, che erano già attesi a Montecitorio per una informativa urgente su questo stesso caso, al centro delle polemiche degli ultimi giorni, e al Sottosegretario Mantovano.
L'accusa è favoreggiamento e peculato. A darne notizia è la stessa presidente del Consiglio, con un video autoprodotto. Almasri era stato arrestato a Torino ma scarcerato 96 ore dopo, e riaccompagnato a casa con aereo di Stato italiano, nonostante fosse stata la Corte penale internazionale a richiederne l'arresto. Per Meloni la Corte penale internazionale ha “curiosamente”, così dice nel video, atteso che Almasri arrivasse in Italia, nonostante 12 giorni trascorsi in altri Stati europei, prima di chiederne l'arresto.
La richiesta però, aggiunge, non è stata trasmessa al ministero della Giustizia, e per questo la Corte d'Appello di Roma non ha convalidato il fermo ed è stato deciso di espellere il comandante e rimpatriarlo “per motivi di sicurezza”, spiega la presidente. Il tutto avviene nello stesso giorno in cui l'Associazione nazionale magistrati elegge i suoi nuovi organi, e a ricevere più voti è la lista Magistratura Indipendente, la corrente più filogovernativa dell'Anm.
La maggioranza grida allo scandalo per questo avviso di garanzia, per Matteo Salvini è una “vergogna” ed invoca subito la riforma della giustizia, e per Antonio Tajani sembra proprio “una ripicca” nei confronti della stessa riforma. Anche per Calenda, Azione, l'avviso di garanzia è surreale, “nonostante sul caso il governo italiano abbia fatto un disastro”, precisa.
Nel video gli interventi di Giorgia Meloni presidente del Consiglio