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Legalizzazione cocaina: SanPa contro la proposta di Roberto Saviano. Rita Bernardini: "serve un approccio più laico"

6 set 2019
Roberto Saviano, Antonio Boschini e Rita Bernardini
Roberto Saviano, Antonio Boschini e Rita Bernardini

Dal Festival del Cinema di Venezia ieri lo scrittore Roberto Saviano ha lanciato la proposta di legalizzare la cocaina durante la presentazione di 'Zerozerozero', la serie tv kolossal con la regia di Stefano Sollima tratta dal suo romanzo-inchiesta uscito nel 2013. "La legalizzazione - ha dichiarato-  trasformerebbe l'economia mondiale: il narcotraffico di cocaina attraversa il mondo legale, gli da' forza, liquidità, rendere la sostanza legale cambierebbe le cose". "La cocaina" - ha aggiunto - "è l'unica materia comparabile al petrolio, la facilità con cui può essere venduta non ha eguali. Se io le dessi ora un sacchetto di cocaina - ha detto rivolgendosi ad una giornalista - lei la venderebbe prima ancora di lasciare il Palazzo del Cinema, al contrario ad esempio di un sacchetto di diamanti."

"Una dichiarazione - replica oggi Antonio Boschini, responsabile terapeutico della Comunità San Patrignano- che ci fa male perché queste parole non fanno altro che alimentare quel clima di normalizzazione dell'uso di sostanze che si respira sempre più forte nel nostro Paese. Significa minimizzare la sua pericolosità, mettendo ancor più in difficoltà, se possibile, le famiglie e tutte quelle comunità che ogni giorno lottano per il recupero e la prevenzione fra i giovani". A Sanpa "pare assurdo che per una persona del livello di Saviano sia necessaria un'affermazione del genere per promuovere un suo prodotto". Legalizzare la vendita di cocaina "significherebbe solo aumentarne il consumo e per rendersene conto è sufficiente pensare a quanto è avvenuto con il gioco d'azzardo, con schiere di ludopatici che oggi non sanno a chi chiedere aiuto. Il problema è già abbastanza grande così, non ci si metta anche Saviano ad aggravare la situazione".

In serata nel dibattito interviene Rita Bernardini, membro del Consiglio Generale del Partito Radicale, ed ex deputata. "Riconosco - scrive in una nota a San Marino RTV -  alla Comunità di San Patrignano (e alle altre comunità che si occupano di aiutare i tossicodipendenti) un ruolo importante che va sostenuto. Loro soccorrono i “caduti” sul campo, svolgendo un'opera meritoria di cura e recupero. Come Partito Radicale, fin dalla metà degli anni sessanta, ci occupiamo delle vittime del proibizionismo, dei mega-affari del proibizionismo e della sua capacità di corrompere le istituzioni democratiche attraverso gli ingentissimi guadagni reinvestiti nell'economia legale. Le cosiddette sostanze stupefacenti rendono tanto proprio perché sono illegali e paradossalmente libere e vendute senza alcuna forma di controllo. È stata la Direzione Nazionale Antimafia a decretare – riferendosi alla cannabis che ha il più alto numero di assuntori in Italia e nel mondo (nel nostro paese con oltre 5 milioni di consumatori) – “il totale fallimento dell'azione repressiva”, nonostante gli sforzi profusi dalle forze dell'ordine e dalla magistratura."

"Ha ragione Saviano: - conclude Bernardini -  occorre regolamentare ciò che oggi è incredibilmente liberalizzato e ad esclusivo appannaggio di associazioni criminali agguerrite e senza scrupoli. Il ritorno in Italia delle morti per overdose da eroina, dovrebbe suggerire alle istituzioni un approccio più laico rispetto ad un fenomeno che la politica deve poter essere in grado di governare. Gli esempi ci sono, in tutto il mondo."