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Carisp ritira querela, RF: "Il Governo usa il potere per scappare dai processi"

Zafferani: "Ecco perché è stato nominato un cda amico in tutta fretta". Sotto la lente anche la "figura barbina" con l'Italia. Renzi: "Commissione Esteri congiunta “improvvisata, con membri di maggioranza impreparati”

di Monica Fabbri
7 lug 2020

La conferenza stampa di Repubblica Futura era stata convocata per parlare dei rapporti con l'Italia, ma la notizia del ritiro di Carisp dal processo contro Ciavatta e Santi irrompe con forza. Andrea Zafferani provoca: “il Consiglio di Amministrazione – fresco di nomina – è stato bravissimo, perché è riuscito in una sola seduta a decidere che non c'erano elementi per proseguire su un procedimento in cui Carisp era parte lesa”. “Qui c'è tutto” – rincara la dose Nicola Renzi - “conflitto di interessi, dietrofront di Rete, uso del potere a fini personali”. Zafferani si chiede se Ciavatta si sia perlomeno astenuto dalla decisione che lo coinvolge direttamente.

Ora è chiara, per RF, la scelta di nominare in tutta fretta un cda amico, prima ancora dell'entrata in vigore la legge di Bilancio. “Abbiamo Governo e maggioranza – attacca – che usano il potere per scappare dai processi. Facoltà che non ha alcun altro cittadino. E' disarmante per la tutela dello Stato di diritto utilizzare il proprio potere per non farsi giudicare dalla magistratura.” Un dietrofront di Rete – aggiunge Renzi – rispetto a quando chiedeva lo scioglimento del Consiglio “perché c'era l'ombra di indagini”. "In questo paese  - si chiede Renzi - la giustizia è ancora uguale per tutti?"

Si torna poi a parlare di Commissione Esteri congiunta, “improvvisata, con membri di maggioranza impreparati ” - attacca Renzi – e che smentisce le dichiarazioni in campagna elettorale di proficui rapporti con Roma. Una figura “barbina”. Era compito dei parlamentari sammarinesi – dice - rispondere con forza alle domande su stato patrimoniale e rischio default. Senza dimenticare le richieste sulla giustizia. L'attenzione va anche ai recenti articoli su stampa italiana, che evidenziano – continuano Renzi e Zafferani - opacità sul debito, improvvisazione sullo sviluppo, incoerenza sui dati del rapporto debito/pil, mistero sul piano di rilancio. Unica nota positiva – ironizza Renzi – l'aver scoperto da un giornale italiano che l'emissione dei “Titano bond” avverrà sotto l'egida di JPMorgan. “Servirebbe invece una fase concertata di comunicazione nella quale decidere quali dati, programmi e progetti del paese si vogliono fare andare sui media italiani. Per farlo servono però programmi, idee, progetti. Diversamente – conclude Renzi - è il disastro che abbiamo visto in questi giorni”.

Nel servizio l'intervista al consigliere Nicola Renzi