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Il Consiglio esamina le istanze. No a quella su Delta, sì unanime al controllo dei servizi di guida turistica

13 mar 2019
Il Consiglio esamina le istanze ma a tenere banco sono le tensioni Dc
Il Consiglio esamina le istanze ma a tenere banco sono le tensioni Dc - No a quella su Delta, sì unanime al controllo dei servizi di guida turistica. Mussoni lascia la Dire...
L'istanza che chiede la sospensione di ogni trattativa per la cessione dei crediti del Gruppo Delta è superata ma non lo sono le tensioni. La vendita del pacchetto Arcade è una ferita che brucia ancora. Dall'opposizione torna l'accusa di aver regalato centinaia di milioni di euro “avallando – dice Mariella Mularoni - la speculazione finanziaria di soggetti esterni”. E' stato un intervento tampone per rispondere all'emergenza – incalza Marco Gatti – ma una cosa è certa: si è ceduto una ricchezza a chi ha poi messo in moto interventi per creare valore aggiunto”. “Bisognava liberarsi di quel pacchetto a qualsiasi condizione” - afferma Roberto Ciavatta ma la banca – dice– è ancora in perdita. E' invece il recupero degli attivi, per il consigliere di Rete, l'obiettivo principale che dovrebbe perseguire il governo. L'errore di fondo è non aver inserito nessuno con esperienza nel recupero dei crediti. “Il presidente di Cassa nulla ha fatto se non aumentare le spese”. Matteo Ciacci ricorda come la vendita del pacchetto delta sia stata decisa il 4 aprile con l'unanimità del cda. Tutti erano d'accordo – rimarca - membri di maggioranza e di opposizione. E' stata una scelta scontata e trasparente. In prospettiva chiede di riallineare san marino all'Italia per affrontare quello che rimane del caso delta. “Si sarebbe dovuta creare bad bank per cercare di incassare il massimo da quei crediti deteriorati” tuona Federico Pedini Amati - questo avevate raccontato e non l'avete voluta fare. In questa partita i cittadini devono sapere che si sono persi 200 milioni di euro”. Roberto Giorgetti si dice perplesso. “Chi afferma che l'operazione ha interrotto un flusso positivo di recuperi dice una bugia. Dallo schema del Direttore di Carisp Mancini emerge un crollo verticale degli incassi dal 2010 al 2017, con cifre che nell'ultimo anno non arrivavano ai 10 milioni di euro a fronte di spese enormi di recupero. Giuseppe Morganti evidenzia il buon lavoro della commissione finanze, che ha deciso sulla cessione dopo analisi attente, indicando anche le modalità comportamentali in chi doveva e deve ancora vigilare su quella che è stata l'intera vicenda delta. È qui – dice - che si gioca la partita più importante, in cui lo Stato deve dimostrare compattezza, nel volere fare luce su crediti in bonis che Carisp doveva incassare. Il paradosso – fa notare - è che non si fa nessun riferimento a quella che è stata la gestione del commissariamento della società nella quale Carisp aveva investito ingenti cifre”. L'istanza viene bocciata mentre passa – all'unanimità – la richiesta di controllo e sanzionamento della prestazione di servizi di guida turistica da parte di soggetti non abilitati. Passa anche l'istanza per un piano pluriennale di interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche. In Aula c'è consapevolezza dei ritardi, amarezza per non aver ancora dato risposte degne di un paese civile. Si chiedono tempi certi, dall'opposizione c'è chi critica l'assenza di programmazione. “L'obiettivo è condiviso”, spiega Augusto Michelotti, prioritaria l'attuazione di quanto previsto nel Testo Unico. La Segreteria si dice disponibile a collaborare con gli istanti.


MF