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Consiglio Grande e Generale, al via i lavori con la ratifica dell'accordo sui centri estivi

4 giu 2014
Consiglio Grande e Generale, al via i lavori con la ratifica dell'accordo sui centri estiviConsiglio Grande e Generale, al via i lavori con la ratifica dell'accordo sui centri estivi
Consiglio Grande e Generale, al via i lavori con la ratifica dell'accordo sui centri estivi - Buona la seconda per la nomina del Presidente Maurizio Lupoi e dei 5 membri della corte per il trust...
Buona la seconda per la nomina del Presidente Maurizio Lupoi e dei 5 membri della corte per il trust che questa volta passa in Aula senza problemi. A Paolo Tartarini la Presidenza dell'autorità di regolazione per i servizi pubblici e l'energia. Il primo confronto politico, dopo il comma comunicazioni, è sulla ratifica dell'accordo sui Centri Estivi. Il Segretario Morganti ricorda che l'organizzazione si basa su una intesa con le organizzazioni sindacali e che molte delle indicazioni contenute sono state pienamente esaudite. Gli insegnanti iscritti nelle graduatorie sono pochi, sottolinea, e si è fatto ricorso a chi ha i titoli per partecipare a queste attività. Poi il raffronto con le iscrizioni degli ultimi 2 anni e il calo previsto, sottolinea Morganti, per l'aumento delle tariffe: si passa dai 50 euro del 2013 ai 100 di quest'anno Nel 2013 ai centri estivi sono stati iscritti 650 bambini delle scuole dell'infanzia e 650 delle elementari. Quest'anno i più piccoli sono 526 e 462 gli alunni delle scuole elementari. L'opposizione sottolinea il brutto inizio di questa vicenda. Marco Podeschi dell'Upr parla di “passo falso per una istituzione che aiuta le famiglie”. Si allunga il periodo: dal 23 giugno al 29 agosto e Francesca Michelotti di Sinistra Unita pur condividendo una scuola in favore delle famiglie si rammarica per il troppo tempo che i piccoli trascorreranno all'interno della scuola. Si doveva dare corso, dice, alla delibera che prevedeva di selezionare i soggetti a cui affidare la cogestione del centro estivo per organizzare laboratori di giochi. In comma comunicazioni invece tiene banco la politica estera con il caso Tierce e le posizioni assunte negli organismi internazionali. San Marino, premette Pasquale Valentini, è promotore del dialogo e della risoluzione pacifica delle controversie ed è in prima fila quando si tratta di azioni per la denuncia delle violazioni dei diritti umani. C’è stato, ricorda, un attacco alla segreteria di Stato per gli Affari esteri sulla situazione in Siria quando invece la Repubblica si è affiancata ai 58 Paesi che hanno promosso la risoluzione dell’Onu per una presa di coscienza forte sui crimini. Il consiglio di sicurezza dell’Onu ha votato la risoluzione 13 a 2. Quindi la situazione in Ucraina. C’è una sollecitazione della Federazione russa di fare conoscere al nostro Consiglio grande e generale un documento della Duma, anticipa Valentini, leggendo l’appello ai parlamentari di tutto il mondo per fermare le violenze in Ucraina. Dalla Duma si indignano perchè le autorità di Kiev favoriscono la guerra civile. Ma rimangono sconosciuti i nomi delle persone bruciate a Odessa, puntualizza Valentini, e le autorità non vogliono raccontare la verità né citare i colpevoli in giudizio. San Marino ha fatto proprie le posizioni dell’Ue , ha chiesto alla Russia di ritirarsi dalla Crimea e di intercedere per ristabilire l’ordine. Anche per il Consiglio d’Europa, prosegue Valentini, ci siamo allineati alle varie dichiarazioni condivise: serve una risoluzione pacifica del conflitto. Poi il Segretario agli esteri interviene sul caso Tierce. Spesso siamo i primi, dice, a denigrare l’azione del nostro Paese. Si tratta di una vicenda nata anni fa per un problema tra due privati, due soci di un’attività economica. Tierce ha denunciato alla Corte europea l’iter processuale, ravvisando delle irregolarità. La Corte ha riconosciuto mancanze su modalità e tempi che sono stati corretti con interventi legislativi. E ha indicato l’indennizzo. La vicenda si era completata e lo Stato aveva fatto quanto indicato. Nella prosecuzione del processo tra i due privati, il giudice ha riconosciuto di disconoscere parte della responsabilità a Tierce. Questi ha citato lo Stato per un errore e ora vanta un ulteriore indennizzo. Si è provato a cercare un accordo, sottolinea il Segretario agli esteri, anche per un indennizzo consistente. Tierce ha rifiutato e denunciato San Marino al tribunale internazionale di Parigi.

ST