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È il giorno degli esclusi. Nel mirino ci finisce la Commissione elettorale.

9 ott 2012
Il giorno degli esclusi
Il giorno degli esclusi - La Commissione elettorale nell'occhio del ciclone.
8 candidati esclusi. 3 erano del partito socialista, 2 di Rete, 2 del Movimento per San Marino, 1 dei Liberal in lista con i Moderati. Interdetto dai pubblici uffici per una vecchia condanna, spiegano dal partito, non ha mai fatto richiesta di reintegro nelle liste elettorali. Per gli altri 7 depennati le motivazioni si dividono equamente tra la mancanza dei 21 anni previsti per essere eleggibile e il non inserimento nelle liste elettorali. Perché la Commissione elettorale non ha aggiornato queste situazioni? chiede il Presidente socialista. Secondo Paride Andreoli non possono essere esclusi i sammarinesi che hanno ottenuto la cittadinanza prima della caduta del governo. Andava convocata una nuova riunione per aggiornare le liste. Ma Andreoli torna a puntare il dito anche contro una legge elettorale che impone il voto passivo fino a 21 anni. Da tempo dico che non funziona, conclude. Fa il nome dei suoi esclusi per San Marino. Sono il 18enne Simone Meloni e Monica Depaoli. C’era una volta la revisione straordinaria delle liste elettorali che la Commissione effettuava prima del voto, scrive il Movimento. Questo permetteva di inserire i neo-maggiorenni e chi era ammesso alla cittadinanza entro il giorno delle elezioni e comunque dopo la revisione ordinaria del 31 gennaio. Invece non è stata prevista se non per la cancellazione dei defunti, puntualizza per San Marino, ed è una ulteriore dimostrazione delle gravissime carenze di una legge elettorale confusa e iniqua che ci batteremo per modificare. Altrettanto dura la replica del Segretario agli interni. La revisione straordinaria non si può inventare, si fa solo se lo prevede una legge, sottolinea Valeria Ciavatta. Una commissione elettorale non può decidere di rivedere le liste, sarebbe un abuso da sanzionare. Insomma spetta al Consiglio Grande e Generale decidere in questo senso e, a ribadirlo, c’è anche una recente sentenza della Magistratura. La presa d’atto dei cittadini fatta dall’Aula dopo gennaio, puntualizza il Segretari agli interni, non prevede l’iscrizione nelle liste elettorali. Da quando sono chiuse, rimarca, la Commissione non può fare altro che cancellare i cittadini defunti. Una scelta, conclude, deliberata all’unanimità dalla Commissione – dove il partito socialista ha ben due rappresentanti – nella certezza di avere rispettato tutte le norme.

Sonia Tura