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Giustizia: Libera incontra la cittadinanza e critica l'assenza di Rete, "si trincera dietro il silenzio". Zeppa: "ho avvertito spiegandone le ragioni"

di Monica Fabbri
15 ott 2020

Giustizia protagonista assoluta dell'incontro di Libera con la cittadinanza, per condividere quanto avvenuto in questi mesi di duro scontro, fino alla sfiducia nei confronti del Segretario Ugolini, respinta dall'Aula. “Non vogliamo nascondere nulla – afferma Matteo Ciacci - diversamente da chi – aggiunge - decide la gestione del tribunale nelle segrete stanze”. Ieri sera, però, manca il contraddittorio e l'assenza di Ugolini e del Presidente della Commissione Giustizia Zeppa, invitati a partecipare, lascia l'amaro in bocca. Lo fa notare subito Dalibor Riccardi, che evidenzia la mancanza di volontà di confronto su vicende che interessano l'intera comunità, con Luca Boschi che in riferimento alla mancata convocazione della Commissione Giustizia prima dell'ultimo Consiglio Giudiziario Plenario, parla di ennesimo dietrofront di Rete, “da paladino della trasparenza e del dialogo – attacca - a movimento che si trincera dietro il silenzio”.

Vladimiro Selva ricostruisce le ormai note vicende, e non mancano valutazioni politiche ad un Governo incentrato sulla giustizia piuttosto che sul rilancio del paese e su aiuti ad imprese e famiglie. Uno dei maggiori timori di Libera – ribadito anche ieri sera - è che le azioni del governo possano incidere su delicati procedimenti penali in corso che riguardano esponenti politici, in particolare Conto Mazzini, Caso Tavolucci e Titoli. “L'aver deciso di sciogliere il pool dei giudici disciplinato per legge – fa notare Matteo Ciacci – rischia di compromettere il buon svolgimento del processo”. “Ma è solo uno dei tanti esempi” – aggiunge – puntando il dito anche su quelle che definisce “strumentalizzazioni e attacchi al giudice d'appello Caprioli” e sulle “provocate dimissioni” del Giudice per i Rimedi Straordinari Esposito. La mancanza di fiducia nei confronti del paese – afferma Libera - dipende anche da un tribunale che deve essere lasciato libero di poter operare. Entra poi anche la questione dei rapporti internazionali, con Eva Guidi che dà una rilettura del Report del Greco, sottolineando tutte le raccomandazioni disattese dal Governo, in particolar modo sulla necessità che le decisioni prese in Consiglio Giudiziario Plenario debbano avere una maggioranza togata.

Il Presidente della Commissione Giustizia Matteo Zeppa a stretto giro chiarisce di aver inviato ieri mattina una mail di risposta all'invito, spiegando le sue ragioni. Aveva tutte le intenzioni di partecipare,  "ma le parole pronunciate da esponenti di Libera nella conferenza stampa prima del Consiglio della sfiducia" e "il clima, a volte irrespirabile, emerso nel dibattito di lunedì" - afferma - lo hanno portato a non ritenerlo opportuno. “Non credo – ha scritto a Libera - che con questi presupposti si possano portare grandi approfondimenti utili ad un dibattito pubblico sulla tematica, se non quelli di continuare ad alimentare ed esacerbare uno scontro in altro contesto”, augurandosi di potere in futuro partecipare, "nel momento in cui ognuno possa essere in grado di parlare dell'argomento in maniera sobria”.