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Nascita del Partito Democratico: i commenti

1 nov 2006
Giuseppe Morganti
Giuseppe Morganti
Il presidente del Psd, Giuseppe Morganti, nell'intervista rilasciata ieri a San Marino Rtv ha ipotizzato la nascita a San Marino, in prospettiva, di un soggetto politico analogo al Partito Democratico, di cui si sta discutendo da mesi in Italia. Morganti ha delineato anche i possibili protagonisti di questa operazione politica e cioè il Psd, Ap, l'area cattolica del Pdcs, vicina alla neonata associazione "Grandangolo" e anche quella parte della sinistra che si è chiamata fuori, prima e durante l'unificazione di Pss e Pdd. Gli esponenti del partiti chiamati in causa rispondono: per Mario Venturini, coordinatore di Alleanza Popolare, "se si fanno ipotesi a lunga scadenza, la nascita del partito democratico a San Marino è una prospettiva su cui è possibile ragionare. Ma - precisa - prima bisogna consolidare l'attuale maggioranza, che ha di fronte passaggi importanti e delicati, ancora da superare, come la questione San Marino giochi e la legge elettorale".
"L'idea del partito democratico è splendida - commenta Francesca Michelotti di Sinistra Unita-Zona Franca. Credo - prosegue - che sia fondamentale, in politica, darsi grandi obiettivi e di lungo periodo. La proposta non può non essere oggetto di riflessione per chiunque si richiami ai valori progressisti e della sinistra, che in un ottica bipolare possono coesistere con quelli del centro moderato. La riforma della legge elettorale - conclude - sarà la prima pietra della nuova Repubblica, basata su un sistema piu' democratico e pluralista". Giovanni Lonfernini del gruppo consiliare del Pdcs e firmatario del noto documento dei 21, a titolo personale, invita il presidente del Psd a tenere i piedi per terra. "piuttosto che avventurarsi nel profetizzare nuovi scenari , estranei alla cultura politica sammarinese, meglio sarebbe - dichiara Lonfernini - se giungessero segnali piu' concreti sulla riforma elettorale, che potrebbe diventare davvero il punto di svolta verso un nuovo metodo. Da forza di opposizione - continua Lonfernini - vedremo se e come la maggioranza arriverà a questo obiettivo, senza ricorrere a scorciatoie e furbizie sul voto estero, discrimine della riforma, non solo tra maggioranza e opposizione, ma all'interno della stessa coalizione di maggioranza".