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Onu: il discorso pronunciato da Valentini davanti all'Assemblea

28 set 2013
Onu: il discorso pronunciato da Valentini davanti all'AssembleaOnu: il discorso pronunciato da Valentini davanti all'Assemblea
Onu: il discorso pronunciato da Valentini davanti all'Assemblea - Il Segretario agli Affari Esteri ha preso la parola alle 16, le 22 ora italiana.
Signor Presidente,
Signor Segretario Generale,
Eccellenze,Signore e Signori,
a nome del Governo sammarinese desidero congratularmi con S.E. John W. Ashe per la sua nomina alla Presidenza della 68° Sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
La sua lunga esperienza come ambasciatore di Antigua e Barbuda, la sua profonda conoscenza dell’Organizzazione sono risorse preziose per le Nazioni Unite. Signor Presidente,
la Repubblica di San Marino sostiene i punti essenziali del suo programma enunciati nel suo discorso d’ insediamento, e garantirà la massima collaborazione nel corso di tutti i lavori dell’Assemblea Generale. Il mio Paese desidera inoltre rivolgere un ringraziamento speciale al Segretario Generale, S.E. Ban Ki-moon, per l’energia, l’impegno e la straordinaria determinazione profusi a favore delle Nazioni Unite. Apprezziamo la sensibilità dimostrata dal Segretario Generale nei confronti di tutti i Paesi Membri dell’ONU, senza distinzioni, e la sua presenza costante in
tutte le situazioni di emergenza e di rilievo politico internazionale.
La visita del Segretario Generale nella nostra Repubblica, quest’anno, in occasione della Cerimonia di Insediamento degli Ecc.mi Capitani Reggenti, ha rappresentato un momento importante per la storia e la vita politica del nostro piccolo Stato, e ha onorato il popolo sammarinese. Signor Presidente, la scelta del tema che è stata fatta quest’anno: “L’Agenda per lo Sviluppo
post 2015: Preparare lo scenario!” pone al centro del dibattito la necessità che abbiamo di non derogare dagli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, di mantenere gli impegni che sono stati presi e di considerare come solo con un impegno convinto della nostra Organizzazione possano trovare adeguata realizzazione.
Noi pensiamo che importanti progressi siano stati fatti nella realizzazione di numerosi di questi Obiettivi, come, per esempio, l’eliminazione della povertà estrema, l’accesso all’acqua potabile, la lotta all’AIDS, la tubercolosi e la malaria, il miglioramento delle condizioni sanitarie delle donne e dei bambini. Riconosciamo tuttavia che la piena attuazione degli Obiettivi rimane ancora lontana e nonostante i progressi che sono stati registrati, è viva la preoccupazione per quelle regioni del mondo, come l’Africa Sub-Sahariana, che richiedono un’azione urgente ed efficace, o per quei Paesi in situazioni di conflitto o post conflitto, nei quali le popolazioni vivono in condizioni estreme. San Marino pertanto crede, insieme a moltissimi altri Paesi, che la definizione degli obiettivi fondamentali dell’Agenda post 2015 debba avvenire tenendo conto delle sfide che sono diventate più urgenti nel corso degli ultimi anni, cioè dall’adozione della Dichiarazione del Millennio. Tra queste sfide, tre ci appaiano per importanza e per urgenza quelle prioritarie, non solo tra gli Stati ma anche dentro gli Stati medesimi: la pace e la sicurezza, il superamento delle ineguaglianze e la sostenibilità ambientale. La pace è la condizione essenziale per l’affermarsi di uno sviluppo che abbia al
centro la persona e la sua piena realizzazione. La ricerca pertanto della via del dialogo e della negoziazione, come forma per risolvere i conflitti, deve essere perseguita con ogni sforzo e con grande determinazione da tutta la Comunità Internazionale e continuare ad essere considerata come missione fondamentale
della nostra Organizzazione. Allo stesso modo, di fronte a veri e propri “crimini contro l’umanità”, che anche recentemente il Segretario Generale ha denunciato e documentato, alla ferma condanna deve seguire con la stessa forza e determinazione un’azione comune per l’eliminazione delle armi chimiche e nucleari per evitare che si debba rispondere alla violenza con la violenza.
Troppi sono i conflitti violenti che hanno caratterizzato anche recentemente la vita interna di alcuni Stati e le relazioni fra gli stessi. Troppi i morti, in particolare fra la popolazione civile, per parlare di una soddisfacente situazione di pace. Ma la pace nasce solo dove regnano il rispetto dei diritti umani, la giustizia sociale, l’emancipazione delle fasce più deboli della popolazione.
Signor Presidente, la Repubblica di San Marino riafferma il proprio impegno per la costruzione di un mondo libero da ogni forma di razzismo e di discriminazione razziale, un mondo in cui siano garantite le libertà di espressione e associazione cominciando dalla libertà religiosa, un mondo in cui ciascun individuo possa
effettivamente realizzare se stesso. Il punto di riferimento di quest’azione resta la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Anche per questa ragione, San Marino esprime il suo apprezzamento per lo svolgimento delle Riunioni di alto livello che hanno segnato e segneranno questa prima parte della sessione dell’Assemblea Generale, perché i temi trattati non sono solo urgenti, ma anche di estrema importanza. La Repubblica di San Marino ha sempre prestato una grande attenzione ai gruppi più vulnerabili, come le donne, i bambini, le persone anziane e i disabili. Le donne sono ancora vittime di discriminazione e violenza in molte parti del mondo, anche nei Paesi più sviluppati. Nelle aree più povere del pianeta, la mortalità materna resta preoccupante. Le donne sono inoltre la parte più colpita dal virus dell’HIV. Il traffico delle donne è un problema lontano dall’essere risolto. Le donne sono spesso soggette ad abusi e a pratiche
umilianti e ingiuriose, come la poligamia, il matrimonio infantile, il rapimento e la violenza sessuale, compresa quella domestica. Le donne che si trovano in situazioni di conflitto o di post-conflitto sono spesso soggette a violenza sessuale, stupri di massa, tortura, esecuzioni arbitrarie. La promozione dei diritti delle donne, l’abbattimento delle barriere che ostacolano la piena partecipazione delle donne alla vita politica, economica e sociale, deve essere una delle priorità delle Nazioni Unite, così come
l’espansione delle opportunità economiche e l’uguaglianza in ogni settore. Le Nazioni Unite devono proteggere i bambini, che sono purtroppo la parte più vulnerabile e soggetta a violenze, abusi e sfruttamento. Nelle aree più povere del mondo, la mortalità infantile resta a dei livelli inaccettabili, moltissimi bambini soffrono di malnutrizione cronica, che è la principale causa dei decessi infantili. Il mio Paese auspica la ratifica universale della Convenzione sui diritti del Fanciullo, dei suoi Protocolli facoltativi, e la loro piena attuazione. Il pieno inserimento e la partecipazione delle persone con disabilità alla vita economica sociale e culturale deve essere un obiettivo della comunità internazionale. Nonostante siano stati fatti negli ultimi anni dei considerevoli
passi in avanti nel campo dell’uguaglianza e della non discriminazione dei disabili, rimane però ancora molto da fare per l’attuazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, attraverso la formulazione di quadri legislativi e politiche a livello nazionale e internazionale. La Repubblica di San Marino si felicita per la tenuta della Riunione di Alto Livello su Disabilità e
Sviluppo e sostiene pienamente il documento finale della Riunione.
In particolare occorre sottolineare che la tutela di questi soggetti può trovare più facile attuazione se nelle politiche sociali ed economiche dei singoli Stati e degli Organismi internazionali si porrà la giusta attenzione alla salvaguardia dell’istituto familiare che costituisce l’ambito naturale in cui la persona si forma e matura la consapevolezza dei diritti e dei doveri che regolano poi la convivenza fra tutti gli esseri umani. Fra le priorità infine il mio Paese pone quello della sostenibilità ambientale, della prevenzione e della risposta ai disastri naturali.
Negli ultimi anni, in alcune regioni del mondo si sono verificate catastrofi naturali senza precedenti. In Asia, in America Latina, in Africa, in particolare nel Corno d’Africa, le popolazioni hanno vissuto in condizioni estreme, sperimentando la tragedia della propria vulnerabilità, dell’insicurezza alimentare e sanitaria.
Il Segretario Generale, L’OCHA e il CERF vanno ringraziati per la loro rapida e fondamentale azione a favore delle popolazioni colpite dalle catastrofi naturali. Siamo tuttavia noi Stati membri che dobbiamo fare di più, che dobbiamo dare una più rapida ed efficace risposta alle popolazioni coinvolte nelle situazioni di
emergenza, sia investendo nelle regioni più vulnerabili al fine di costruire quelle capacità che si rendono necessarie per azioni di prevenzione, sia fornendo il nostro sostegno morale e finanziario per far fronte alle catastrofi. La Repubblica di San Marino ascrive una grande importanza al tema prevenzione e della risposta ai disastri naturali e nonostante le sue piccole dimensioni è annoverata al cinquantunesimo posto fra i Paesi donatori del
CERF. Tutto questo mi porta ad un’osservazione finale.
La definizione di un’Agenda per lo Sviluppo post 2015 non può prescindere da una discussione sul rafforzamento dei meccanismi della Global Governance, dal momento che la realizzazione dei nuovi obiettivi di sviluppo è il risultato della cooperazione fra tutti gli Stati membri. A tal proposito, San Marino ritiene che le Nazioni Unite abbiano il dovere di mantenere il ruolo di leadership nella gestione della Global Governance. Il mio Paese è tradizionale co-sponsor della risoluzione annuale dal titolo “The United Nations in Global Governance”, presentata nel 2013 per la terza volta, la quale riafferma la necessità di un approccio più inclusivo, trasparente ed effettivo per risolvere i problemi mondiali e riconosce il ruolo centrale che le Nazioni Unite devono giocare nella Global Governance. Le Nazioni Unite hanno, infatti, una natura profondamente democratica, una partecipazione universale che conferisce un’indiscussa legittimità, una ricchezza che deriva dalle diversità culturali e dalle tradizioni che rappresenta. Ciò favorisce un approccio che tiene conto dei bisogni di tutta la comunità internazionale e che ha al suo centro l’uomo e la promozione dei diritti umani. Problemi globali richiedono, infatti, soluzioni globali. In tal prospettiva la nostra Organizzazione deve sapersi riformare: il ruolo politico dell’Assemblea Generale e la sua autorità così come la riforma del
Consiglio di Sicurezza sono i temi centrali di questo percorso riformatore. Le istanze che emergono oggi dalle popolazioni dell’Africa del Nord e del Medio Oriente inducono a ritenere necessaria una revisione dei metodi di lavoro e dei percorsi decisionali affinché si possano garantire soluzioni che tengano conto degli interessi e delle posizioni di tutti. La Repubblica di San Marino ha sempre creduto nella forza del dialogo, della democrazia e del rispetto degli altri e per questo nel corso della sua storia millenaria, non è mai scesa in guerra con nessun altro stato. E’ questa esperienza che ci fa dire, come nostro contributo al dibattito generale, che gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e la definizione dell’Agenda per lo Sviluppo post-215 hanno bisogno di essere considerati secondo questo orizzonte.