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Parlamento Italia: dal deputato Massimo Ungaro (Iv) un'interrogazione perché si valuti un sostegno a San Marino

Il Parlamentare di Italia Viva, insieme al collega Marco Di Maio, sollecita i titolari della Farnesina e del MEF affinché Roma sostenga la richiesta d'aiuto del Titano al FMI, considerando anche prestiti bilaterali

13 giu 2020

E' un appello accorato, quello dell'Onorevole Massimo Ungaro, a non “lasciare sole” due comunità: quella definita “sorella”, dei “33.000 sammarinesi”, e quella composta dalle migliaia di italiani che vivono in Repubblica. Da qui la decisione del deputato di Italia Viva – eletto nella Circoscrizione Estero-Europa – di presentare, insieme al collega Marco Di Maio, un'interrogazione ai titolari della Farnesina e del MEF. Il quadro esposto nella premessa, è purtroppo ben conosciuto sul Titano. Si ricordano infatti le criticità rilevate nell'ultimo report del Fondo Monetario: a partire dalla “vulnerabilità” del sistema bancario, e dal conseguente gap di liquidità dello Stato, dovuto anche all'utilizzo di riserve per supportare il comparto. Situazione già precaria, dunque, aggravata dalla crisi economica indotta dalla pandemia. E poi le preoccupazioni per la “gestione del debito pubblico, destinato ad aumentare” – si legge – vista “la volontà del nuovo Esecutivo di emettere un'obbligazione da 500 milioni sul mercato”.

Il parlamentare di Italia Viva sottolinea poi che lo stesso FMI aveva dato atto di come San Marino avesse “imboccato la giusta direzione” nella gestione delle sofferenze. Rimarcata, da Ungaro, anche l'importanza della conclusione dell'accordo di associazione con l'UE. Ma è in questo momento che è davvero decisivo un sostegno da Roma. Nell'interrogazione si chiede allora ai Ministri Di Maio e Gualtieri se siano a conoscenza della situazione, e se siano in corso colloqui tra i Governi italiano e sammarinese per scongiurare l'aggravarsi della crisi finanziaria. Ma soprattutto – e questo è forse il punto più importante - se “non si valuti altresì il sostegno dell'Italia alla richiesta d'aiuto” del Titano al Fondo Monetario, “considerando anche prestiti bilaterali”.