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Politica italiana. Vento di tempesta nel Pdl

25 set 2012
Politica italiana. Vento di tempesta nel Pdl
Nel “day after” delle dimissioni di Renata Polverini da governatrice del Lazio, sul Pdl soffia vento di tempesta. L’ex presidente della Regione non si ricandiderà, anche se non dice addio alla politica, rivendicando di aver posto fine al malaffare con il proprio passo indietro. Ma attacca pure il centrosinistra, sottolineando che il malaffare c’era anche quando il Lazio era governato dal Pd, con un sistema che “investe tutti”.
Intanto, nel Pdl è l’ora dei chiarimenti. Berlusconi, che apprezza il passo indietro della Polverini ma ha parole di elogio anche per Monti, smentisce che suo il partito sia allo sbaraglio, ed attacca l’”armata Brancaleone” a suo dire rappresentata dall’alleanza tra democratici, Di Pietro e Vendola. Il Cavaliere teme che la politica muoia nel discredito determinato dalla responsabilità di tutti e chiede che si abroghi il sistema di finanziamento pubblico dei partiti. Ma Alfano si confronta con i vertici locali del Pdl e soprattutto con i venti di scissione con gli ex An che continuano a soffiare minacciosi.

E mentre la Camera presenta la sua spending review e vara norme di trasparenza per le spese dei gruppi parlamentari, si apre un nuovo fronte anche in Sicilia sull’uso dei fondi dell’Assemblea regionale, oltre a quello campano, su cui già da settimane indagano i magistrati. E il Pd, con Bersani che riunisce i segretari regionali del partito, ipotizza dimissioni di massa anche al Consiglio regionale della Lombardia per far mancare la terra sotto i piedi a Formigoni, e chiede con Di Pietro di approvare al più presto la legge anticorruzione reclamata da Monti, il quale per alcuni giorni sarà negli Stati Uniti per l’Assemblea generale dell’Onu e per altri incontri istituzionali.

Da Roma Francesco Bongarrà