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Sammarinesi all'estero: risposta del Congresso su cittadinanza e voto telematico

29 set 2018
ConsultaSammarinesi all'estero: risposta del Congresso su cittadinanza e voto telematico
Sammarinesi all'estero: risposta del Congresso su cittadinanza e voto telematico - Dopo due anni e mezzo di attesa, la Consulta riceve il parere di Governo e Commissione Esteri sui te...
Cinque risoluzioni conclusive senza ottenere risposta. Tradotto in tempi: due anni e mezzo di attesa. La Consulta dei sammarinesi all'estero ha finalmente ricevuto riscontro alle sue 13 istanze, riproposte di sessione in sessione. Vanno dal voto estero alla previdenza sociale, dalla cittadinanza agli scambi culturali. Sono state esaminate da Congresso di Stato e Commissione Finanze che hanno trasmesso parere scritto.

Sulla richiesta di modifica della convenzione con l'Italia per consentire la totalizzazione dei contributi anche a coloro che hanno versato su fondi diversi dall'INPS, il Governo rassicura su contatti avviati con il Ministero. Obiettivo: verificare la possibilità di modifica della convenzione del ‘74. Incontri sospesi - spiega - a seguito delle elezioni italiane. C'è l'intenzione – si legge – di riprendere il confronto sia a livello politico che tecnico.
Sulla stipula della Convenzione in materia di previdenza sociale con l’Argentina, San Marino ha inviato una sua controproposta e attende venga esaminata. C'è l'impegno per arrivare alla firma a breve. Riguardo al delicato tema della legge sulla cittadinanza, l'Esecutivo guarda ad una riforma complessiva della materia per superare le discriminazioni sollevate dai concittadini all'estero.

Altro nervo scoperto è quello del voto. Il Governo boccia l'ipotesi “telematica”. Non è soluzione al momento praticabile – scrive - “per problemi di sicurezza e assenza di garanzie di segretezza e trasparenza”. Una diversa modalità dell'esercizio del voto, ad esempio per corrispondenza, può essere perseguita solo con una modifica dell’attuale legge elettorale e con la previsione di un collegio estero distinto da quello interno.

Soluzione – spiega - molto complessa dal punto di vista tecnico e giuridico ancor prima che politico. Si vuole aprire un tavolo in primis all’interno della maggioranza e poi con Consulta e altre forze politiche. Del resto è un tema particolarmente caro alla Consulta, che auspica l'avvio di un confronto costruttivo.

MF