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Sciolto il Consiglio, al voto a dicembre: cosa si muove sullo scacchiere politico

Rete e Mdsi si separano; Ps e Psd verso un soggetto unico; Dc ragiona sulle alleanze ma senza RF che - in risposta - "non accetta lezioni". Libera guarda a Mis; Civico10 rigetta accuse di restaurazione

di Monica Fabbri
23 set 2019

Il Consiglio è sciolto, si vota l'8 dicembre. Slittano pertanto le previste elezioni delle Giunte di Castello.  Convocata una sessione straordinaria che affronterà: assestamento di Bilancio; emissione di Titoli del debito pubblico; presa d’atto di due Giudici d’Appello; Decreto sull'imposta straordinaria sugli immobili; bilancio di Previsione. 
Martedì, intanto, si riunisce il tavolo istituzionale. Se da una parte si apre il confronto – alla luce del sole – sui grandi temi, dall'altra si costruiscono - più o meno nell'ombra - le alleanze. Nello scacchiere politico la prima novità arriva dalla coalizione Domani in Movimento. A soli cinque mesi dall'annuncio della lista federata, Rete e Mdsi si separano. Lo confermano, dopo i rumors, i diretti interessati. Per Dim corrono Rete e Motus Liberi mentre Movimento Democratico ragiona su una lista aperta alla società civile “con figure – annuncia Pedini Amati - non in prima linea in politica ma importanti nel mondo istituzionale”.
Nonostante le perplessità interne sulla crisi di Governo, SSD prosegue con Civico10 e Res il percorso con Libera. A breve indicheranno il gruppo di lavoro che dovrà occuparsi di programma, metodo e organizzazione del nuovo progetto politico, avviando il confronto con altre forze riformiste, come Movimento Ideali Socialisti. Incontro interlocutorio venerdì scorso anche con Mdsi, “ma nulla di più”, precisa Pedini Amati.
Rimanendo “ a sinistra”, Ps e Psd si presenteranno alle elezioni come soggetto unico. “C'è molta attenzione agli interlocutori” – spiega Alessandro Mancini, che cerca affinità soprattutto “su quegli anticorpi necessari al paese per non ripetere gli errori del passato”. Il tema delle alleanze non è stato ancora affrontato dalla Dc, “ lo farà nei suoi organismi” - afferma il capogruppo Alessandro Cardelli. Potrebbe farlo domani sera, nel Consiglio Centrale. “Ma già nel mese di agosto – continua il Capogruppo - la Direzione si era resa disponibile a dialogare con tutti, tranne Repubblica Futura”. Il Presidente di RF Mario Venturini non la manda a dire: “Non accettiamo – tuona - lezioni da nessuno, a cominciare dalla Dc e in generale dall'opposizione”. Quanto alle alleanze, “non siamo nemmeno all'inizio della campagna elettorale. Per cui – afferma - saranno oggetto di attente valutazioni nei nostri organismi”.
Civico10 risponde invece a chi lo accusa di lavorare ad una restaurazione: “è evidente – scrive - che qualcuno stia tentando di creare il mostro, descrivendoci come traditori di un progetto politico o addirittura come pedine di un rinviato a giudizio che mai abbiamo conosciuto e che sempre abbiamo combattuto”. Il Movimento punta a un bilancio in equilibrio e a riforme strutturali indispensabili, sulle quali – precisa - la legislatura stava vivendo una situazione di stallo”. Se non si riesce a fare quello che serve – conclude – bisogna prenderne atto, fare mea culpa e tentare un’altra strada. Perché ormai non ne va più degli interessi di bottega ma del futuro del Paese”.