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SSD scombina le carte. Opposizione: "Inaccettabile. Dimissioni subito"

Direzione accesa detta la linea: subordinare le dimissioni all'approvazione del bilancio di previsione entro il 14 ottobre per "garantire iter corretto". Sulla bocciatura dell'urgenza Eva Guidi si appella alla Reggenza

di Monica Fabbri
17 set 2019
Giuseppe Maria Morganti
Giuseppe Maria Morganti

Dopo la nomina della Reggenza di Garanzia, l'Aula torna sul terzo assestamento di bilancio, in attesa dell'esito del Direttivo di SSD, riunito ieri sera e, si dice, particolarmente acceso. I riflettori sono quindi tutti puntati sul capogruppo che presenta la proposta del suo partito, per superare – spiega – possibili momenti di impasse istituzionale. SSD condivide il percorso intrapreso, chiede l'immediata riapertura del tavolo istituzionale subordinando però il decreto di scioglimento del Consiglio all'approvazione, entro il 14 ottobre con criteri d'urgenza, del bilancio di previsione e del progetto NPL. Prevedendo la data dei comizi elettorali "nella prima data utile a consentire il voto entro fine anno".

Per l'opposizione quell'ordine del giorno è inaccettabile e ribadisce che collaborerà solo dopo le dimissioni del Governo. “ A quel tavolo – dice Roberto Ciavatta - vogliamo sederci tutti alla pari”. Pasquale Valentini invoca chiarezza istituzionale e dice basta ad ipocrisie. “Si dice che il paese è unito. Su cosa? Non si può fare un bilancio politico se neanche si ha il coraggio di votare insieme una procedura d'urgenza”. La proposta di SSD – fa notare Tony Margiotta - va in direzione opposta a quanto ribadito più volte. Inaccettabile, per Iro Belluzzi, voler procrastinare i tempi. E paragona la maggioranza ad un bambino, “si deve imparare – dice - anche a cadere”. Alessandro Mancini chiede "le dimissioni immediate di chi veramente crede a quel tavolo” . Dunque, l'opposizione sottoscriverà l'odg solo se verrà sciolto il Consiglio. “Ma se non venisse votato – si chiede Ciavatta - la maggioranza farà il bilancio da sola?” Per Federico Pedini Amati una cosa è certa: il bilancio va fatto. E chiede alla maggioranza di indicare una data certa per le elezioni. “Abbiamo avviato un percorso di crisi di governo” – chiarisce Matteo Ciacci, che giudica condivisibile la proposta di SSD. Occorre riprendere il tavolo istituzionale per arrivare in maniera allargata al prossimo bilancio. “E' questa – dice – la priorità. Le date ci interessano fino ad un certo punto”. Per quanto riguarda l'iter elettorale, "andrà concordato fra le forze politiche". Roberto Giorgetti tiene il punto: folle pensare di fare un bilancio di previsione in campagna elettorale. E comunque – precisa - non potrebbe che essere tecnico perché sarà il prossimo Governo a doverlo riempire di contenuti politici. Il tavolo istituzionale serve – dice – a creare fin da ora le premesse per costruire la futura maggioranza”. SSD, dal canto suo, spinge su un iter istituzionale che eviti – spiega Joseph Carlini - di mettere in difficoltà la Reggenza con l'inserimento nel decreto di scioglimento dell'approvazione del bilancio. “Sulle dimissioni noi ci siamo”, assicura Marica Montemaggi, "ma dobbiamo concordare e garantire passaggi corretti".

Il Consiglio viene sospeso e iniziano gli incontri lontani dai microfoni

Intanto dal Segretario alle Finanze il rammarico per la bocciatura della procedura d'urgenza. "Sarebbe stato positivo - spiega -presentarsi agli organismi internazionali con l'assestamento di bilancio approvato da tutto il Consiglio", tanto più con una situazione migliorata nei numeri. La terza variazione fa infatti risparmiare allo Stato circa 12 milioni. Eva Guidi chiede quindi alla Reggenza di trovare le modalità per completare l'iter legislativo. "Ritengo sia possibile. Non ci sono operazioni che stravolgono l'andamento ordinario dell'esercizio 2019".