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Ale, ti aspettavo

23 giu 2013
Ale, ti aspettavo
Abbiamo appena spedito in tv il pezzo che a Londra mi era rimasto sulla penna. E più che ripetere le stesse cose vorrei qui ritagliare uno spazio personale da dedicare ad Alessandra. Che sportivamente perseguito dai Giochi di Pescara 2009. Se anche quelli del Tiro credessero alla cabala, ho fatto Pescara-Londra-Mersin. Quindi ho portato fortuna-sfiga-fortuna. Nel caso 2-1 per me. Ma credo che chi imbraccia il fucile sotto un sole da lavori forzati non abbia tempo per la stupidaggini e mi permetto di pensare abbia un'altra visione della vita. Alessandra l'ho conosciuta a Pescara giovane promessa e quasi a sorpresa sul podio, l'ho apprezzata negli anni, l'ho quasi respirata a Londra quando il suo miracolo senza lieto fine e' diventato un tatuaggio per tutti e l'ho abbracciata a Mersin con la medaglia al collo. Grazie a lei ho imparato le regole scritte e non scritte del Tiro a Volo, uno sport che non potrà mai essere di massa perché non può essere capito dalle persone banali. Il Tiro e' uno psicodramma, una roba da uomini duri e da ragazze che sanno sparare senza perdere la femminilità. Ma se dovessi fissare 3 cose di Alessandra dopo nove anni (lei sempre giovane, io imbiancato e appesantito) non avrei dubbi.
La determinazione verso l'obiettivo, il sorriso buono, la disponibilità. Non mi ha mai detto: "ma che domande fai?" O "questo non è il momento". Anche se cannavo i tempi o i contenuti. Ha sempre risposto col sorriso. E il mio abbraccio sudato e poco professionale di oggi (del quale a posteriori mi scuso) e' il modo più sincero di dire grazie.

Roberto Chiesa